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Il Superbonus prosegue anche ad agosto la sua crescita inarrestabile. Proiettando un'ombra fosca sul deficit di quest'anno, che rischia di assottigliare i margini di manovra per la legge di bilancio. Per arginare la situazione il governo lavora ad una nuova stretta, oltre a cercare una soluzione per salvare i condomini che non riusciranno a concludere i lavori. E sull'agevolazione si abbatte la scure della Banca d'Italia, che avverte: questa misura non può essere per sempre. «Ci sono stati interventi necessari durante la pandemia, altri interventi necessari per l'aumento dei prezzi dell'energia, ma non possono essere strumenti permanenti da mantenere nel tempo», è il ragionamento del governatore Ignazio Visco. Che, parlando a Milano, osserva: «Il Superbonus sarebbe dovuto finire presto, che sia cresciuto con meccanismi un po' strani l'abbiamo detto noi, lo hanno detto altri». Nonostante la stretta impressa dal governo lo scorso anno con lo stop a cessioni e sconto in fattura e la riduzione dell'agevolazione al 90%, i numeri confermano la corsa senza sosta del ricorso all'incentivo. Al 31 agosto, secondo gli ultimi dati diffusi dall'Enea, gli investimenti ammessi a detrazione per il Superbonus al 110% sono saliti a 85 miliardi di euro, su un totale di investimenti (comprese le somme non ammesse a detrazione) di 86,3 miliardi. Il tutto per un onere a carico dello Stato pari a 76,1 miliardi. Per correre ai ripari il governo sta studiando una nuova stretta. Ma ci sono anche dati positivi. Secondo Nomisma il valore economico diretto e indiretto del Superbonus si aggira sui 200 miliardi, il risparmio energetico è di mille euro a famiglia e di 30 miliardi in tutto. --