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Un'organizzazione «terroristica internazionale», bollata con la medesima etichetta riservata ai più sinistri sodalizi del jihadismo globale come Al Qaida prima o l'Isis poi. È ciò che il governo britannico di Rishi Sunak intende fare nei confronti dei mercenari russi del gruppo Wagner, con un atto formale già evocato a parole anche da altri in Occidente, ma inedito finora in questi termini fra i principali alleati del fronte Nato. Ad annunciarlo è stata Suella Braverman, falco dell'esecutivo conservatore. In veste di ministra dell'Interno, Braverman ha il potere d'imporre d'autorità questo marchio, in base alla legge del Terrorism Act, con una semplice comunicazione al Parlamento di Westminster. Parlamento dove peraltro la linea dura anti Mosca sul conflitto ucraino gode di consensi trasversali pressoché unanimi. Dalle colonne del Daily Mail, Braverman ha additato il gruppo fondato da Evgenij Prigozhin - già oligarca putiniano entrato alla fine in rotta di collisione col Cremlino e morto fra mille sospetti in un incidente il mese scorso dopo aver tentato la spallata della presunta marcia su Mosca di giugno - come uno strumento «violento e distruttivo» usato da anni all'estero dal potere russo. Da un provvedimento del genere discenderà l'entrata in vigore del divieto per legge di far parte di questa organizzazione per chiunque venga a trovarsi sotto la giurisdizione britannica. E consentirà di sequestrare qualunque asset ad esso riconducibile alla stregua di «proprietà terroristica». I mercenari Wagner «sono terroristi punto e basta», ha rincarato Braverman in un rapporto diffuso dall'Home Office. «La Wagner? Giuridicamente non esiste», è stato l'unico commento arrivato dal Cremlino rispetto alla decisione di Londra. --