Senza Titolo

L'ostacolo Stati Uniti si è confermato troppo alto per gli azzurri di Gianmarco Pozzecco ed è così sfumato a Manila il sogno dell'Italbasket di approdare per la prima volta alle semifinali di un mondiale. La dura lezione sul campo, 100-63, è frutto di un divario netto ma è anche eccessiva per quanto mostrato nel torneo dalla squadra azzurra. Una nazionale poco fortunata a incrociare la corazzata a stelle e strisce, oltretutto frustrata e in cerca di una rivincita dopo la sconfitta con la Lituania. La carica dei giocatori Usa si è anche espressa in qualche atteggiamento sprezzante, come il gesto della pistola alla panchina italiana dal miglior marcatore del match, Bridges, dopo aver piazzato una bomba da tre, o nella eccessiva foga di certe entrate, in particolare una di Ingram su Nicolò Melli. Le reazioniPozzecco e i giocatori non hanno cercato scusanti, ma hanno comunque chiamato in causa la sorte nel rimpiangere l'occasione persa, ammettendo però che sull'entità della sconfitta c'è poco da recriminare, vista la differenza di fisicità e di precisione al tiro tra le due squadre. «Arrivare primi nel girone battendo la Serbia e poi trovarci di fronte agli Usa... proprio non ci voleva - ha commentato il ct -. Lo avevo detto, serviva fortuna negli accoppiamenti. Io in verità speravo anche di vincere con gli Usa, ma comunque sono convinto che con qualsiasi altra squadra saremmo arrivati in semifinale. Loro hanno giocato in modo stellare, abbiamo riempito l'area e ci hanno puniti da tre, col 50%, figurarsi... Noi abbiamo sbagliato sui tiri aperti. Purtroppo quel che rimarrà sarà la sconfitta e per questo siamo amareggiati ma va ricordato che siamo nelle prime otto squadre del mondo, nessuno ci credeva. I ragazzi sono meravigliosi, questa squadra ha un futuro». La partitaGli Stati Uniti, scottati dall'esperienza con i lituani, hanno cominciato il match a testa bassa, con un'impressionante pressione fisica in difesa sugli azzurri, costringendoli a una moltitudine di tiri forzati come mostrato dalle impietose statistiche a metà gara (9/37 al tiro, con un imbarazzante 2/19 da 3 punti), col tabellone che recitava 46-24. Neanche Simone Fontecchio è riuscito a fare meglio, pur risultando alla fine il miglior marcatore azzurro con 18 punti. Dall'altra parte, oltre ai 24 punti di Bridges, anche Haliburton (18) e Reaves (12) sono andati in doppia cifra, mentre la sfumata speranza azzurra, Banchero, si è fermato a otto punti. L'Italia è crollata nel terzo quarto, quando di accelerata in accelerata gli Usa hanno toccato il +30 sul 66-36 per poi chiudere sull'83-44. Un punteggio che ha reso in sostanza inutile l'ultima frazione, in cui Pozzecco ha anche messo in campo i quasi mai utilizzati Procida, Spagnolo e un Diouf per far fare loro un po' d'esperienza. A pagare nel fisico la furia americana è stato Melli, colpito duro in faccia da Ingram lanciato a canestro, ma l'ex Nba non si è rammaricato: «Avrei subito anche di peggio pur di passare, ma loro hanno giocato da Stati Uniti d'America, noi invece non abbiamo giocato nel modo migliore e per competere contro di loro avremmo dovuto fare una partita straordinaria. Il divario è un po' impietoso, più per il nostro percorso che per quello che abbiamo messo in campo in questi mondiali». Gli azzurri affronteranno ora altre due partite per il piazzamento tra il quinto e l'ottavo posto, cominciando domani con la perdente di Germania-Lettonia. La vincente affronterà invece gli Stati Uniti di coach Steve Kerr in semifinale. --