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Maria Fiore / PAVIALe nomine dei docenti appena pubblicate dal Ministero non chiariscono tutte le incertezze su chi prenderà davvero posto in cattedra nell'anno che sta per cominciare. Ai 469 posti da docente ancora vuoti nelle scuole elementari, medie e superiori della provincia di Pavia bisogna aggiungere anche quelli di coloro che, pur avendo ricevuto la nomina come supplente, rinunceranno perché già assegnatari di una cattedra ottenuta con un concorso. «Stiamo parlando del 30% delle nomine appena fatte, quindi un vero pasticcio», denuncia Luigi Verde, della Uil. Quindi, secondo la stima del sindacato, altri 412 posti (il 30% di 1.376 nomine) restano scoperti.il meccanismoMa come è possibile? «Perché i nominativi delle persone che hanno vinto il concorso sono rimasti anche all'interno delle Gps, le graduatorie provinciali di supplenza da cui si è attinto ad agosto per nominare i docenti a cui sarà fatto un contratto per un anno, fino a giugno o fino ad agosto - spiega Verde -. Il risultato è che una buona fetta di insegnanti, che secondo una nostra stima sono il 30%, già destinatari di una cattedra perché provenienti dalle graduatorie di merito, a cui si accede tramite concorso, si sono visti, in questi giorni, assegnare un altro posto, magari in un'altra scuola. Ovviamente queste persone rinunceranno». i numeri Ad agosto i docenti che avevano già avuto un posto avrebbero dovuto rinunciare alla supplenza, ma non tutti lo hanno fatto. «E comunque il sistema informatico non è in grado di fare una cernita - spiega Verde -. Il risultato finale è che, come ogni anno, diversi posti sono ancora da coprire». Secondo i calcoli della Uil più di 800 docenti, a cui potrebbero aggiungersi altre rinunce da parte di chi, ad esempio, si è vista assegnare una scuola distante dal luogo di residenza. «Per coprire i posti vacanti si scorrerà la graduatoria, andando a oltranza, ma questo provocherà un altro pasticcio, perché magari gli ultimi in graduatoria saranno favoriti nell'assegnazione della scuola a discapito di chi era magari ai primi posti. Ecco perché a mio avviso la scelta degli insegnanti da assegnare a una scuola andrebbe fatta con l'intervento umano, senza affidarsi a un algoritmo che non rispetta l'ordine di graduatoria».Un balletto che ogni anno danneggia, secondo il sindacato Uil, i docenti ma soprattutto gli studenti. «In questo modo non è possibile garantire la continuità didattica - aggiunge Verde -. Peraltro non si capisce perché il Ministero, dopo anni di situazioni sempre identiche, che si ripetono ogni volta, non riesca a coprire questi posti con contratti a tempo indeterminato. Anche a livello economico sarebbe più conveniente rispetto ad assumere dei precari». i nodi alle elementari Secondo la Uil l'altro problema riguarda le scuole elementari. «Prima del 2001 valeva il diploma magistrale, da allora per insegnare nelle scuole elementari bisogna avere la laurea in Scienze della formazione primaria, che è a numero chiuso - spiega Verde -. Questo ha portato a una carenza di insegnanti, un buco enorme che le scuole coprono con persone che non hanno il titolo, ad esempio laureati in altre discipline». Le scuole attingono all'elenco delle "domande di messa a disposizione", dove chiunque può entrare. «È come se si dovessero fare assunzioni per autisti di autobus e si prendono persone che non hanno la patente - denuncia Verde -. Da 22 anni la questione è irrisolta». --