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Volodymyr Zelensky ribadisce ancora una volta che non è possibile trattare con Vladimir Putin. E lo fa da Cernobbio, in videocollegamento al Forum Ambrosetti, dopo aver assicurato che per Kiev «non c'è mai stato dubbio» sul sostegno di Roma alla lotta ucraina per tornare libera e indipendente. Una lotta che necessariamente deve passare dalle armi: «È impossibile negoziare con Putin perché non riesce a mantenere le sue stesse parole e promesse», ha sottolineato il presidente ucraino ricordando la fine del capo dei Wagner, Yevgeny Prigozhin. «Se è vero che Putin lo ha ucciso - stiamo ancora aspettando conferma di questo - ci sta ulteriormente mostrando la sua debolezza. La promessa di certe garanzie a Prigozhin e poi la sua uccisione mostrano quanto deboli siano le parole di Putin», è l'affondo del leader ucraino lanciato di fronte al gotha di economia, finanza e politica riunito a Villa d'Este. LE ACCUSE«Tutto questo conferma che non possiamo fidarci di Putin e che la sua parola non vale nulla. Aveva paura di Prigozhin e quindi lo ha gestito come abbiamo visto», ha rincarato Zelensky, aggiungendo che «non c'è forza dall'altra parte del fronte, stanno solo commettendo crimini contro l'umanità, il mondo vede tutto questo. Vediamo la debolezza, non forza, anche quando cercano di creare caos in Africa. Non stanno dimostrando di essere forti ma di distrarre il mondo. Il terrore non significa forza», ha sottolineato. Mentre da Kiev il capo dell'intelligence militare Kyrylo Budanov ha denunciato che Mosca ha messo a punto «diversi» piani per assassinare il presidente ucraino, fortunatamente invano. «Diverse volte hanno preparato seriamente alcune operazioni. Molto seriamente - ha affermato Budanov -. Hanno pianificato attentamente l'omicidio e svolto attività preparatorie. Alla fine però si può vedere che i servizi ucraini stanno lavorando abbastanza efficacemente, perché questo non è successo». LE RELAZIONIParlando dell'Italia comunque Zelensky ha evidenziato «una collaborazione fondamentale ogni giorno». «Non abbiamo mai avuto dubbi sulla forza delle decisioni dell'Italia», ha detto, ringraziando Roma tra l'altro per il sostegno alla difesa ucraina con il sistema missilistico Samp/T e per il supporto politico alla candidatura di Kiev all'Unione europea. «L'Italia ci ha sostenuto anche con garanzie di sicurezza, in particolare ha firmato una dichiarazione sull'Ucraina insieme all'intero G7. L'anno prossimo sarà la volta della presidenza italiana del Gruppo dei Sette - ha ricordato il presidente - e non ho dubbi che porterà soluzioni forti non solo per la nostra sicurezza comune, non solo per tutta l'Europa, ma anche a livello globale». Che la guerra in Ucraina sia d'altra parte un tema chiave per l'economia italiana lo dicono i numeri: quasi la metà (46,3%) dei rappresentanti della business community al Forum Ambrosetti ha dichiarato di aver avuto impatti negativi dal conflitto, secondo il televoto lanciato all'evento dopo l'intervento di Zelensky. Poco più di un terzo dei partecipanti - il 34,3% - ha affermato invece che il conflitto non ha avuto un impatto significativo, mentre il 10,5% ha registrato addirittura un miglioramento. --