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Si sono salvati in due da quel treno che nel buio è arrivato a 160 chilometri l'ora, spazzando via cinque colleghi a Brandizzo, nel Torinese. In sette erano intenti a cambiare alcuni metri di binari vicino alla stazione, e loro, di 44 e 52 anni, non sono nemmeno stati sfiorati, perciò sono rimasti illesi. Ma stanno male: sono sotto shock e dopo la visita in un'ambulanza accorsa sul posto sono stati portati già nella notte in ospedale nella vicina Chivasso. Presi in carico dal pronto soccorso, in compagnia ciascuno di un familiare, sono stati assistiti dal punto di vista psicologico.Uno dei superstiti, Andrea Girardin Gibin, si è accorto del pericolo all'ultimo: «Ho sentito il treno arrivare, ho alzato lo sguardo e l'ho visto. Ho fatto appena in tempo a lanciarmi istintivamente di fianco». La fortuna di Antonio Massa, di Grugliasco (Torino), dipendente di Rfi, è stata invece di trovarsi in quel momento su un altro binario, intento a scrivere.Dalle testimonianze di alcuni residenti vicini alla ferrovia, le parole raccolte sono di «un forte boato, quasi a pensare che fosse crollato il ponte». Lo stesso rumore fortissimo sentito da un gruppo di adolescenti ai giardinetti vicini. Davanti all'ospedale, senza però entrare, è passato Aboubakar Soumahoro, deputato e componente della commissione lavoro della Camera, per mostrare solidarietà agli operai illesi.Nella struttura sanitaria hanno trovato cure anche i due macchinisti. Non hanno subito lesioni nell'incidente, ma hanno riportato un forte shock per l'accaduto. --