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Il cantiere della «complicata» manovra per il 2024 è ufficialmente aperto. Ma con uno spazio economico limitato e una serie di costosi interventi obbligati, l'elenco delle misure realizzabili è praticamente al completo. Il ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti ha già dato l'altolà ai partiti («non si potrà fare tutto») e ha trovato sponda nell'appello fatto in Cdm dalla premier. Lo scoglio da superare è ora quello delle coperture: mancherebbero all'appello più di 20 miliardi e la caccia alle risorse è già partita, con gli occhi puntati in particolare sui margini che potrebbero arrivare dalla spending review, dall'avvio della riforma fiscale e da possibili altri risparmi di spesa. La prima verifica arriverà a breve sui tagli alla spesa dei ministeri. Il Dpcm per la spending approvato in Cdm prima della pausa estiva fissa 1,5 miliardi in tre anni (partendo da 300 milioni per il 2024) e stabilisce la ripartizione tra i ministeri, che potranno proporre gli interventi da adottare già con la prossima legge di bilancio.Ora il Mef attende entro il 10 settembre di ricevere dai ministeri le proposte di risparmio. Ma la caccia del governo alle risorse si concentra anche sulle possibilità offerte dalla riforma fiscale, ad esempio con le risorse attese dal nuovo rapporto collaborativo tra fisco e contribuente. Il viceministro alle Finanze Maurizio Leo ha messo in campo 13 commissioni di esperti, che entro il 20 settembre dovranno trasmettere schemi di decreti attuativi. Si partirà dalle misure che non richiedono risorse, quindi procedimenti e tutto ciò che riguarda adempimenti e versamenti dei contribuenti, ha già anticipato Leo. Così come la Global minimum tax che deve partire a gennaio. Mentre per tutto ciò che riguarda i tributi, compresa la riforma dell'Irpef (per la quale servirebbero almeno 4 miliardi), bisognerà attendere la verifica delle risorse con la Nadef. --