Zinasco, controlli sull'allevamento della peste suina e nuove restrizioni

ZINASCO Si intensificano le verifiche da parte del team di veterinari di Regione Lombardia e Ats per cercare di capire come la peste suina possa essere arrivata all'interno dell'allevamento di Zinasco. Con il passare delle ore intanto emergono anche nuovi dettagli relativi all'allevamento capace di contenere fino a mille maiali da ingrasso che venivano poi venduti in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Ats, dopo aver scoperto questo focolaio, ha immediatamente informato le Ats di competenza, dove sono stati venduti i maiali, per effettuare verifiche ed evitare che qualche animale, magari infetto, possa causare altri focolai fuori dalla provincia di Pavia. Intanto sembra che nell'allevamento, dai primi giorni del mese di agosto, si fosse manifestata una mortalità anomala che ha portato al decesso, in modo progressivo, di circa 400 animali. Sempre dai primi giorni di agosto, l'allevatore di Zinasco, come consuetudine, avrebbe inviato in tre distinti macelli situati in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna circa 600 maiali. Gli accertamenti di AtsDopo che Ats ha scoperto i maiali morti all'interno dell'allevamento, sono stati eseguiti i campionamenti ufficiali che hanno portato alla diagnosi di Psa (peste suina africana). Tecnici di Ats e Regione nei prossimi giorni sentiranno anche l'allevatore e il veterinario che si occupava della cura di questi maiali. Intanto, sembra che anche i Nas (Nucleo antisofisticazioni e sanità dei carabinieri) di Cremona si siano attivati per effettuare accertamenti attorno a questo allevamento. Ats, dopo aver scoperto la peste suina nell'allevamento di Zinasco, ha diramato una serie di indicazioni affinché tutti gli allevamenti posti in un raggio di 10 chilometri dall'azienda siano inseriti dal Ministero in zona di protezione e zona di sorveglianza e che questi vengano sottoposti a verifiche ispettive con l'obiettivo di verificare lo stato sanitario degli animali e a disporre il sequestro sanitario degli animali, con divieto di movimentazione in ingresso ed uscita. Ora ci sarà da capire se alcuni maiali partiti da Zinasco e diretti verso i macelli di Lombardia, Veneto ed Emilia potessero essere infetti.Se all'interno dell'allevamento pavese non c'era qualche portatore sano di Psa, è comunque quasi da escludere che i 600 maiali immessi sul mercato potessero essere stati infettati dal virus della peste suina. Infatti un veterinario attento è capace di riconoscere la malattia in modo piuttosto semplice osservando l'animale. I sintomi dei maiali contagiatiUn suino affetto da peste presenta infatti emorragie petecchiali (macchie rosse di sangue che si evidenziano in varie parti della pelle), ecchimosi (colorazioni tra il violaceo e il verdastro che si formano sulla pelle) e in particolare nei linfonodi, reni, milza, vescica e laringe. La malattia nei suini si manifesta poi con infarti o ematomi, particolarmente nella milza, ed ulcere nell'intestino. --Alessandro Disperati