Passa la processione del santo non si farà la "serata Nomadi"

il casoFabrizio Guerrini / BroniPassa la processione, salta la serata dedicata ai Nomadi: la polemica sta "colorando" la festa patronale di Broni che inizierà domani sera. Una querelle che sa di buono e di gran paese perché tocca due realtà intrise di "bronesità". Da un lato gli Amici dei Nomadi che, dal 2007, organizzano una serata musicale dedicata alla band-icona di una generazione. Il concerto si è sempre tenuto in piazza Italia. Stesso posto, stesso bar (canterebbero gli 883) perché la piazza è lì, davanti al bar Milano: il locale dove quel gruppo di amici si trova da una vita. Da ragazzini prima delle partite a pallone all'oratorio o nel Broni calcio e, da adulti, per condividere la passione per i Nomadi, seguiti ovunque, fino a creare un fan club con oltre 300 iscritti. Poi, alcuni di quei "ragazzi" se ne sono andati per sempre. La serata-tributo con le cover dei Nomadi è diventata anche un modo per non dimenticare i vecchi amici. Dall'altro lato, in questa vicenda, c'è la devozione per San Contardo. Nell'ultimo sabato del mese di agosto si organizza la processione-fiaccolata che dalla chiesa va su fino al monte dove si dice il santo pellegrino sia morto. La festa è ultra secolare, la fiaccolata no: fu ideata, agli inizi degli anni Ottanta, da un gruppo di ragazzi di quello stesso oratorio dove andavano a giocare anche i futuri amici dei Nomadi. Come hanno fatto a entrare in collisione questi destini incrociati?«Noi non ci saremo»«Noi non ci saremo»: nella ideale compilation sui Nomadi di questa storia, è questa la canzone da ascoltare. «Avremmo voluto fare il concerto, come sempre, dal 2007 fino all'anno scorso, tranne che durante Covid, lì, in piazza Italia, davanti al bar dove ci siamo sempre trovati con gli amici che non ci sono più, Quest'anno non ci saremo» racconta Paolo Mozzi. Lui è uno del vecchio gruppo, una delle anime dei "Nomadi bronesi". «Il Comune - aggiunge - ci ha posto problemi di sicurezza per la piazza, se lo avessimo fatto durante la Festa dell'Uva (le norme anti terrorismo per un evento importante) e ci ha proposto altre soluzioni. Alla fine, sembrava che si potesse fare sabato 26. Abbiamo pagato la Siae, ci siamo messi d'accordo con il gruppo Utopia che doveva suonare. Poi, dal Comune ci hanno proposto piazza Garibaldi, ma avremmo, comunque, dovuto iniziare dopo le 22 perché prima c'era la processione. Mi chiedo: spegneranno anche il luna park ?». Per l'assessora Mariarosa Estini (turismo e commercio) una grana. Lei giura di avercela, davvero, messa tutta : compresi service e strutture gratis, non trovando l'accordo su date e luoghi (complice anche il calendario delle serate degli Utopia). Poi, si arriva al nocciolo: l'ora del concerto. «Per noi - dice Mozzi - iniziare alle 22,30 non ha senso, con la gente in attesa». L'assessora rompe gli indugi: «La presenza del vescovo ha cambiato le cose - dice sorridendo - Cosa ci avrebbe detto poi il nostro parroco se, mentre passava la processione con il vescovo, cantavano: "Dio è morto?».Vero, ma, anche nella canzone, "è per tre giorni, poi risorge". La storia non finisce qui: Comune e Amici dei Nomadi troveranno l'intesa futura, patrono permettendo. Magari ispirati da Augusto Daolio quando cantava: «Salutami le piazze della tua città, riempile d'amore». --