Pavia piange Giovanni Sgarella «Ha insegnato la gioia di vivere»
il lutto/ 2paviaCi saranno tutti i suoi amici oggi a ricordarlo nell'ultimo saluto alla casa funeraria di via Ciapessoni, in programma alle 17.30. Quegli amici con i quali Giovanni Sgarella aveva creato una rete fortissima e che sono rimasti attoniti nell'apprendere della sua scomparsa, avvenuta venerdì. Fatale è stata un'emorragia cerebrale che lo aveva colpito pochi giorni fa; ricoverato d'urgenza al San Matteo, le sue condizioni erano apparse da subito gravissime. Sgarella aveva 57 anni e lascia il figlio Giacomo, 19 anni, neo-maturo al liceo Cairoli. Era nativo di Godiasco e, nonostante vivesse ormai da tempo a Pavia, era rimasto decisamente affezionato alla sua terra oltrepadana, che non mancava mai nelle storie e negli aneddoti. Più volte infatti gli amici lo avevano invitato a scrivere un libro sui personaggi che raccontava, affascinando tutti. Come nel caso di "Pruvisori l'è mort", dedicato a un amico elettricista. Un operaio piccolo e magro che diceva a tutti: "Ques' chì l'è un pruvisori. Poi torno a sistemare tutto". E non veniva mai a completare il lavoro. Fin quando si seppe della sua scomparsa. «Resto senza parole, colpito -scrive Sgarella- non tornerà più a sistemare tutto quello che ha lasciato indietro. Ci ha lasciato. Con quel suo unico, definitivo gesto, ci ha ricordato ca suma tüti pruvisori». Arguto, geniale, divertente e ironico: sono questi gli aggettivi con cui chi l'ha conosciuto lo descrive. Attualmente insegnava diritto e materie sociali a Milano, al Capac Politecnico del Commercio. Laureato in Scienze Politiche all'Università di Pavia, Sgarella aveva per alcuni anni fatto anche l'educatore per la Fondazione Adolescere di Voghera. «Avevamo un rapporto ormai quarantennale -ricorda l'amico Gipo Anfosso- fu addirittura mio alunno alla scuola privata Boerchio. Era una persona estremamente conviviale, con lui abbiamo fatto tante zingarate in stile "Amici Miei" e nella sua memoria aveva una quantità infinita di racconti sull'Oltrepo. La prova della sua grande capacità di creare reti d'amicizia la avremo oggi alla Casa Funeraria, è quasi commovente vedere quante persone stanno organizzandosi per essere presenti. C'è addirittura chi rientra dalle vacanze in Sicilia». Tra le passioni di Sgarella c'erano quelle per la buona cucina, la chitarra e il calcio (era un grande tifoso juventino). Aveva anche partecipato al concorso «La mia prima volta con Fabrizio De Andrè», culminato nella pubblicazione del libro a cura di Daniela Bonanni e Gipo Anfosso. Dopo il saluto collettivo, la salma sarà cremata e tumulata nella tomba di famiglia, nella sua Godiasco. --D. Sch.