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La Cina ha mostrato i muscoli con un improvviso ciclo di esercitazioni militari intorno a Taiwan, dispiegando aerei da combattimento e navi da guerra in risposta al doppio transito negli Stati Uniti (a New York e a San Francisco) del vicepresidente di Taipei William Lai durante il suo viaggio in Paraguay. Una prova di forza descritta dal Comando del teatro orientale dell'esercito cinese come «serio monito contro la collusione e la provocazione delle forze separatiste dell'indipendenza di Taiwan e di quelle esterne». Una mossa caduta all'indomani dello storico vertice di Camp David in cui i leader di Usa, Giappone e Corea del Sud hanno ribadito l'importanza della stabilità di Stretto di Taiwan e mar Cinese meridionale. le incursioni Il ministero della Difesa di Taiwan ha riferito di aver accertato un totale di 42 aerei militari cinesi dalle 9 del mattino, di cui 26 che hanno attraversato la linea mediana dello Stretto, un confine che entrambe le parti hanno rispettato per decenni ma che di recente è stato ignorato dalla Cina. Il ministero s'è scagliato contro l'assertività di Pechino e un «comportamento provocatorio irrazionale». Lai, ritornato a Taiwan venerdì dopo aver partecipato all«insediamento del presidente del Paraguay Santiago Pena, è uno dei principali candidati alle strategiche elezioni presidenziali di gennaio 2024, ma fortemente inviso a Pechino per le sue aperte posizioni pro-indipendenza. In una nota, il Taiwan Work Office del Partito comunista cinese ha denunciato gli «sforzi spudorati di Lai per aggrapparsi al sostegno degli Stati Uniti nel perseguimento dell'indipendenza di Taiwan», definendolo «un vero e proprio piantagrane» che spingerà l'isola «sull'orlo pericoloso della guerra». E la Cina, si avverte, adotterà «misure risolute» per contrastare le forze separatiste e per salvaguardare la sovranità nazionale e l'integrità territoriale. La risposta di Taipei La risposta di Taipei è arrivata a stretto giro. Il ministro degli Esteri Joseph Wu ha condannato la maxi incursione delle forze armate cinesi come un tentativo di interferire in modo aggressivo nel processo elettorale dell'isola, affermando che tali atti non solo «violano il libero arbitrio del popolo di Taiwan, ma minacciano anche i valori comuni e lo stile di vita democratico del mondo libero». Cina e Taiwan hanno seguito percorsi diversi dal 1949, dopo la guerra civile vinta dalle truppe di Mao Zedong che spinse i nazionalisti di Chiang Ki-shek a rifugiarsi a Taipei. La Repubblica popolare considera l'isola parte «inalienabile» del suo territorio pur non avendola mai governata. --