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Non ci sarà più un provvedimento così delicato portato in Consiglio dei ministri senza coinvolgere preventivamente gli alleati. Per Giorgia Meloni il caso della tassazione sugli extraprofitti delle banche varato il 7 agosto resta un unicum, e lo ha spiegato ad Antonio Tajani nell'incontro di quattro giorni dopo a Palazzo Chigi, foriero di un profondo chiarimento, secondo quanto filtra da ambienti vicini al vicepremier, che del decreto aveva contestato soprattutto il metodo con cui è nato, ma anche il contenuto. Meloni e Tajani in questi giorni si sentono di continuo. Lo hanno fatto anche nelle ultime ore, dopo che la premier è rientrata in traghetto dall'Albania per proseguire le sue vacanze in Puglia. L'attività dell'esecutivo dovrebbe riprendere la settimana prossima e non è escluso un nuovo Consiglio dei ministri a fine mese. Non è invece in agenda un incontro con il vicepremier perché, appunto, secondo quanto filtra dai due fronti, tutto è stato chiarito una settimana fa a Palazzo Chigi, in un faccia a faccia di circa un'ora, una volta terminato il confronto fra governo e opposizioni sul salario minimo. Ovviamente sul tavolo la norma tanto discussa e le procedure dell'azione di governo. Per Meloni, il blitz della misura sulle banche, messa a punto esclusivamente con il ministro competente, ossia quello dell'Economia Giancarlo Giorgetti, resterà un caso unico. Su quel provvedimento ha ritenuto di doversi assumere la responsabilità della decisione di fronte a un tema su cui considerava dirimente operare con riserbo, come ha poi rivendicato nell'intervista alla vigilia di Ferragosto.