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Terremoto, tsunami, ciclone, uragano. Abbondano i sinonimi di cataclisma nei titoli dei giornali locali e internazionali per definire la sorprendente vittoria dell'ultraliberista Javier Milei che si è abbattuta sull'Argentina alle primarie presidenziali di domenica. Un'enfasi proporzionale alla sorpresa provocata dal risultato che ha visto il candidato outsider della coalizione La Libertad Avanza (Lla) materializzarsi improvvisamente come il più votato in assoluto. Milei, considerato da molti come il Bolsonaro argentino per i suoi eccessi verbali e per le sue idee estreme, ha raccolto il 30% delle preferenze a livello nazionale e si proietta adesso come il favorito alle presidenziali di ottobre. Il «leone», come viene definito dai suoi sostenitori per la capigliatura selvaggia e il coraggio che esibisce nello sfidare l'establishment politico, ha surclassato di fatto i più quotati alfieri dei partiti tradizionali. --