Ammazzata quattro mesi fa Anila è ancora senza sepoltura
SCALDASOLE A quasi 4 mesi dall'omicidio non ha ancora trovato sepoltura la salma di Anila Ruci, la 38enne di origine albanese uccisa il 19 aprile in un appartamento di via Piave. Il corpo è ancora all'obitorio del policlinico di Pavia. Una situazione che si accompagna a risvolti umani e giuridici. Si attende il dissequestro e il nulla osta per consentire la celebrazione dei funerali e, nel frattempo, le spese sono a carico del Comune. L'ATTESA«Per il momento - spiega il sindaco di Scaldasole Alberto Bonandin - non può essere celebrato il funerale e la vittima di questo brutale delitto non può ancora avere degna sepoltura. Non vorremmo sembrare inopportuni di fronte ad una vicenda drammatica, ma il caso ha anche un aspetto amministrativo. Dal mese di aprile ad oggi il Comune di Scaldasole sta pagando circa 50 euro al giorno per il fermo della salma all'obitorio di Pavia. Circa 8mila euro sono già stati investiti e a settembre effettueremo una variazione di bilancio. Abbiamo letto di situazioni simili che sono durate anche 18 mesi, ci auguriamo non sia il nostro caso, anche perchè speriamo che si possa finalmente dare l'ultimo saluto alla povera vittima». Il Comune di Scaldasole conta circa 850 abitanti e che si sta occupando da tempo anche delle spese di un minore in affido e del mantenimento della mamma. «Per una realtà come la nostra - prosegue il primo cittadino - si tratta di spese che incidono pesantemente sul bilancio. Confidiamo che presto questa situazione possa essere sbloccata». FEMMINICIDIOIl corpo senza vita di Anila Ruci venne scoperto nel pomeriggio di mercoledì 19 aprile e la casa di via Piave dove fu commesso il femminicidio è ancora posta sotto sequestro. La 38enne albanese venne uccisa con diverse coltellate, sul divano-letto al piano terra della abitazione su due piani il cui ingresso dà sulla strada principale del paese. Per l'omicidio si trova in stato di custodia cautelare, nel carcere di Torre del Gallo, il 31enne connazionale Osman Bilyhu, che abitava nella stessa casa insieme alla donna. Al suo arrivo in paese Anila lo aveva presentato come suo fratello. Dopo il delitto tuttavia emerse che i due non avevano alcun legame di parentela e, a quanto pare, neppure un coinvolgimento sentimentale. --mauro depaoli