"Via delle Gallie", passeggiate al chiaro di luna e altri progetti

DORNODue passeggiate al chiaro di luna, lungo lo stesso percorso solcato oltre duemila anni fa dai legionari romani diretti Oltralpe. Ma nei progetti per la ripartenza di settembre e autunnale della "Via delle Gallie in Lomellina", il comitato sorto nel 2017 e diventato poi associazione, c'è molto altro. L'obiettivo di fondo è promuovere il turismo di prossimità del territorio e le attività storico-culturali, attraverso la valorizzazione dell'antica strada consolare che collegava la Pianura Padana alla Gallia transalpina conquistata da Giulio Cesare nel I secolo avanti Cristo e che nel, tratto pavese, partiva da Pavia-Ticinum per arrivare a Confienza e Dorno, proseguendo verso Lomello, Cozzo e Langosco.«La priorità è completare la cartellonistica, già in parte presente, per l'intero tracciato pavese della Via delle Gallie - spiegano i soci Tino Cucchi e Pierluigi Bosini - Nel frattempo, abbiamo partecipato a una serie di riunioni tra la Regione Lombardia e le Aree interne della Lomellina, avviando inoltre contatti con i musei archeologici di Gambolò e di Vigevano: l'idea è quelladi allestire una mostra itinerante o virtuale dei reperti e delle testimonianze del passato romano della zona».Da Dorno, l'antica Via delle Gallie si biforcava: un troncone proseguiva per Torino, l'altro verso Vercelli e Aosta, entrambi poi penetravano nella catena delle Alpi, per il Monginevro e per ilPiccolo e Gran San Bernardo. I Vasi di Vicarello (4 bicchieri in argento rinvenuti sul lago di Bracciano) e la Tabula Peuntingeriana in una copia del V secolo attestano l'esistenza di una grande via che attraversava obliquamente la Lomellina, transitando per Duriae (Dorno), Laumellum (Lomello) e Cuttiae (Cozzo).--