superbonus, una storia italiana da sistemare
"Superbonus": quando è stato annunciato ho avuto dubbi non per il provvedimento ma sul titolo. In Italia, per affermare una volontà ferma, si crea un "super commissario", un "super intervento"; come se il termine "super" conferisse super poteri per risolvere problemi che nessuno ha saputo, potuto o voluto risolvere. In Italia, però, al nostro Superman nessuno ha detto che la compagnia telefonica ha rimosso tutte le cabine pubbliche, rendendogli impossibile il super travestimento. Con il superbonus, avevo rimosso i preconcetti e riconosciuto la bontà della legge, non più nata dopo l'ennesima tragedia ma, una volta tanto, decisione politica ispirata da un'idea di sviluppo. Purtroppo, questa idea è stata tradita sul nascere. Il 110 mi ricordava l'atletica leggera, la specialità dei "110 a ostacoli", ostacoli che sono arrivati puntualmente. Dobbiamo considerare anche l'inclinazione italiana ad abusare creativamente degli strumenti con interpretazioni quantomeno originali delle leggi e delle procedure. Poi i politici che hanno affrontato il tema, indipendentemente dal partito, hanno sfornato un correttivo al mese creando una situazione di confusione e di stallo. All'inizio l'intervento è stato necessario per chiarire le interferenze con le altre norme, dal codice civile alle autorizzazioni paesaggistiche, dalle norme di igiene ai regolamenti locali, per arrivare a correttivi che però hanno creato confusione per poi bloccare tutto il meccanismo.Inoltre, la comunicazione è stata confusa e sbagliata: questo provvedimento è stato dipinto come un regalo agli italiani, i quali non dovevano tirar fuori soldi (e già questo attira) e ha fatto intendere che questo 10% in più permettesse di avere anche qualche extra. A quel punto è passata l'idea che tutti i soggetti coinvolti (imprese, tecnici, asseveratori, chiunque) non dovessero essere pagati in alcun modo dai privati perché ci sarebbero stati guadagni e margini più che adeguati a pagare le prestazioni.L'effetto immediato del superbonus è stato l'aumento iperbolico dei prezzi, dei ponteggi in primis, dei materiali edili e delle relative opere e prestazioni. I risultati sono chiari: rispetto alle potenzialità della legge, i lavori fatti sono una quota modesta: l'effetto certo è stato la confusione e i problemi che questa gestione ha creato.Il colpo di grazia è stato il blocco della cessione dei crediti; tutto il meccanismo si è inceppato definitivamente. Come tecnico, posso testimoniare di situazioni assurde con procedure completate e cantieri bloccati, disperazione dei proprietari e incertezza di tutti gli altri soggetti. Questa situazione ha generato anche problemi nei rapporti personali, aumento di contenziosi e relative cause giudiziarie. In questa situazione di stallo sono tutti perdenti, tutti tranne il legislatore che ha creato le regole del gioco e poi le ha disattese.So che queste parole possono essere contestate: però questo è un excursus di quanto ho vissuto assieme agli altri soggetti che a vario titolo ho incontrato in questa disavventura. Come tutti, mi auguro che il governo metta mano alla questione per risolvere i problemi. Che non sia solamente un cambio di termine (passando magari da super a "iper": questo, di solito, crea una situazione peggiore). Mi auguro interventi normali, anche banali, per far funzionare la legge; basterebbe poter lavorare con chiarezza e certezze. Sarebbe anche un segnale di cambio di rotta della classe dirigente italiana. E che possa essere, almeno una volta, un esempio serio per tutta la popolazione che a sua volta dovrà prendersi l'impegno a diventare seria e rispettosa delle norme. -- *Architetto