Leardini: «A Vigevano per fare il salto» Progetti e ambizioni del lungo ex Legnano
l'intervistaUn lungo che gioca trenta minuti di media nell'ultimo campionato di serie B deve essere uno che sa gestirsi, prima di tutto a livello di falli.Giacomo Leardini, arrivato a luglio alla Elachem Vigevano da Legnano, ha dimostrato di avere queste, ma anche altre interessanti caratteristiche, meritandosi la chiamata congiunta del giemme Marino Spaccasassi e di coach Lorenzo Pansa. Giacomo, buongiorno. Le statistiche di minutaggio, ma anche di altro, nella stagione uscente a Legnano fanno da ottimo biglietto da visita... «Dopo un avvio di campionato a rilento due anni fa, nell'ultima stagione e mezzo a Legnano sono riuscito a trovare il mio ritmo, la mia posizione e sicurezza ed è stato un costante crescendo con medie alte, confermando nell'ultima annata la crescita in corso».Cosa c'è dietro tanto minutaggio medio, non comune per un lungo?«Intanto non sono uno da statistiche, non dicono tutto e non dicono di tante cose utili che si fanno. In campo sono riuscito a stare tanti minuti per la fiducia del coach Eliantonio che mi ha allenato negli ultimi tre anni. Certamente cerco di gestirmi con intelligenza a livello di falli, ma soprattutto offro il contributo su più aspetti tecnici utili alla squadra».Si aspettava la chiamata della Elachem Vigevano? «Ci speravo, è una società contro cui ho spesso giocato negli ultimi anni, era una delle opzioni, una volta salita di categoria, appena ho saputo dell'interessamento nei miei confronti, ho spinto col procuratore per accettare. Per me è un'opportunità super in una piazza molto importante che mi conosce e nella quale potrei riuscire a ritagliarmi minuti. Volevo fare il salto di categoria e salire in A2, ma nel modo giusto e questo ne ha tutte le caratteristiche».Che squadra sarà questa Elachem Vigevano che torna in serie A2? «Sarà una squadra scomoda, con molti giocatori che salgono dalla B con tanta voglia di mettersi in gioco e di dimostrare. Credo che con questo spirito possiamo vincere molte partite se saremo un bel gruppo e cresceremo lavorando insieme. E' poi molto importante il fatto che sia rimasto il gruppo squadra che ha conquistato la promozione. Ho seguito le finali di Ferrara, Vigevano è stata perfetta, era la mia favorita insieme a Orzinuovi e, dopo la vittoria alla prima giornata proprio con Orzinuovi, ero certo che ce l'avrebbe fatta».E, a livello personale, cosa si aspetta? «Voglio fare bene. Ho parlato con coach Lorenzo Pansa, partirò dietro Battistini, ma credo che avrò un buon minutaggio. La cosa importante sarà centrare gli obiettivi come squadra, crescendo insieme».Cosa fa Giacomo Leardini fuori dal basket? «Sto frequentando la facoltà universitaria di scienze motorie, ormai sono agli ultimi esami».Altri interessi, tipo libri, cinema, sport? «Da piccolo ho fatto ciclismo, quando posso mi piace ancora fare giri in bicicletta. Non sono un grande amante dei libri, il film che mi è rimasto più impresso è Interstellar (film di fantascienza del 2014 con un cast di attori guidato da Matt Damon, ndr)».Chiudiamo tornando al basket. A Vigevano è stato da avversario più volte, che impressione ha avuto dal tifo così caldo e vicino? «Decisamente impressionante. Ho giocato anche in altri palazzetti con tifo intenso, ad esempio a Livorno, ma Vigevano è tutta un'altra cosa e spero che al palasport si possa replicare l'effetto determinante che si viveva al PalaBasletta. Personalmente, sono un giocatore che va molto sull'onda dell'entusiasmo». --Fabio Babetto