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Dare vita a un parlamento con potere legislativo che riunisca i Paesi dell'Amazzonia: è il principale punto al centro dell'agenda del presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, al vertice che si terrà a Belém, nello Stato di Pará, tra l'8 e il 9 agosto. L'obiettivo del presidente brasiliano è quello di arrivare a una dichiarazione finale che apra la strada alla formalizzazione di un vero e proprio organo deliberativo permanente composto da rappresentanti di Bolivia, Brasile, Colombia, Ecuador, Guyana, Perù, Suriname e Venezuela, gli otto Paesi che fanno parte dell'Organizzazione del Trattato di Cooperazione Amazzonica (Tca). «Una delle cose molto positive che potrebbe nascere dal vertice è un accordo tra gli otto Paesi per creare un Parlamento Amazzonico, sul modello dell'Unione Europea», ha detto all'ANSA Carlos Nobre, uno dei più rinomati scienziati del Brasile, riconosciuto per il suo lavoro sulle interazioni biosfera-atmosfera e sugli impatti climatologici della deforestazione dell'Amazzonia. Il Parlamento dell'Unione Europea, ritiene Nobre, è il caso più riuscito di organo legislativo sovranazionale con poteri reali, ma un eventuale modello amazzonico avrebbe il fattore inedito di avere giurisdizione solo su una parte dei territori dei Paesi membri. «Sarebbe innovativo, un ottimo risultato. Non credo che esista un altro parlamento multinazionale di questo tipo», ha detto l'esperto brasiliano. Secondo Nobre, l'assemblea europea serve da esempio anche per aver approvato «leggi molto importanti» nella lotta alla crisi climatica, come «il divieto di esportazione e importazione di prodotti provenienti da aree disboscate illegalmente». «Il Parlamento dell'Unione Europea ha dimostrato di essere sulla strada giusta per combattere l'emergenza climatica, quindi dobbiamo creare un equivalente amazzonico su quella strada», ha affermato lo scienziato. --