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Beirut ha ricordato ieri con una marcia silenziosa e tanta rabbia il 3/o anniversario della devastante esplosione nel porto della capitale, nella quale il 4 agosto del 2020 morirono circa 250 persone e altre 6mila rimasero ferite. L'esplosione, che danneggiò un terzo della città libanese, fu causata dalla deflagrazione di 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio, custodite illegalmente dal 2013 in uno dei capannoni del porto, a poche centinaia di metri dal centro.I manifestanti hanno espresso rabbia per l'inchiesta bloccata da ostacoli politici e burocratici. Gli inquirenti hanno accertato che i vertici istituzionali e di sicurezza del Libano erano al corrente della presenza del materiale pericoloso in porto. Ma gli ex signori della guerra, ora classe dirigente, continuano a impedire l'accertamento delle loro responsabilità. --