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Luca Simeone / paviaPercorsi differenziati tra pazienti che necessitano di un ricovero immediato e quelli meno gravi, che potranno essere trattati anche al di fuori dell'ospedale, e poi un tetto ai tempi di permanenza in Pronto soccorso. Sono gli elementi principali del piano di riordino dei Pronto soccorso e in generale di tutto il settore dell'emergenza contenuti nella delibera che la giunta regionale ha approvato ieri su proposta dell'assessore al Welfare, Guido Bertolaso. «Cambiamo l'approccio - ha detto Bertolaso presentando il piano - e con esso l'organizzazione di tutto il settore dell'emergenza e dell'urgenza, dal momento della chiamata al 112 o della richiesta di aiuto del paziente fino alla conclusione del percorso di assistenza. È una riorganizzazione davvero importante che ci impegnerà per diverso tempo e che ci porterà al traguardo finale di un sistema tra i più moderni al mondo».Percorsi differenziatiDunque una delle indicazioni chiave è quella di differenziare l'assistenza sulla base del livello di gravità del paziente che si rivolge al Pronto soccorso. Per quelli che hanno bisogno di trattamenti complessi - dice il provvedimento - nelle strutture sede di Dea di I e II livello dovrà essere sempre prevista una Unità operativa complessa di "Pronto soccorso e medicina d'emergenza-urgenza" che comprenda, oltre al Pronto soccorso, attività di Obi (Osservazione breve intensiva) e degenza di Medicina d'emergenza-urgenza.Quanto ai pazienti meno gravi, il percorso di cura prevede a sua volta due opzioni: una extraospedaliera, con il potenziamento della Centrale medica integrata e dei team di risposta rapida medico-infermieristico per le cure domiciliari del paziente anziano e fragile; un'altra intraospedaliera con la predisposizione, in ogni Dea, di un ambulatorio dedicato ai codici minori, gestito in via prioritaria da personale aggiuntivo.«L'obiettivo - ha aggiunto a questo proposito Bertolaso - è ridurre i tempi di attesa che, a volte, soprattutto per le situazioni meno gravi, sono davvero troppo lunghi».A questo proposito, il piano prevede che il tempo di permanenza in Pronto soccorso sarà limitato al tempo strettamente necessario a completare l'iter diagnostico-terapeutico d'urgenza, di norma inferiore alle 8 ore. Occorre però una precisazione: per tempo di permanenza non si intende quello che inizia con l'arrivo del paziente in Pronto soccorso, bensì quello che intercorre tra il completamento del processo di diagnosi e cura in Ps e la messa a disposizione del posto letto in reparto. Il piano insiste anche sulla necessità delle strutture ospedaliere pubbliche e private di garantire l'immediata accoglienza del paziente. «Mettiamo ordine al processo e sfruttiamo la tecnologia: molti problemi possono essere risolti con la telemedicina, evitando così che i pazienti si rechino in ospedale - ha aggiunto Bertolaso - chi ha bisogno del pronto soccorso ha diritto di essere assistito al massimo, ma anche chi ci lavora deve poterlo fare nel migliore dei modi. Per questo vogliamo dare ai medici dell'emergenza urgenza un ruolo primario, una prospettiva sempre più avvincente in questo campo». La carenza di mediciTutto questo deve fare i conti con l'attuale «grave carenza di professionisti e progressiva riduzione di attrattività, con il 40% delle borse di specializzazione non assegnate negli ultimi anni». La Regione, si spiega in una nota, «definisce in modo univoco il ruolo e la funzione del medico d'urgenza nel contesto ospedaliero e preospedaliero che svolgerà turni in Pronto soccorso, in emergenza-urgenza preospedaliera, nei reparti di Medicina d'emergenza e urgenza e nei trasporti sanitari e al quale verrà affidata, previo adeguamento dell'organico, la gestione della guardia medico/chirurgica interdivisionale (secondo il modello "Rrt", Rapid response team). La formazione, il tutoraggio e le abilitazioni saranno garantiti in collaborazione con Areu».All'agenzia regionale Areu spetterà di monitorare gli indicatori di affollamento dei pronto soccorso, i modelli organizzativi del Sistema emergenza-urgenza integrato e il flusso dei ricoveri da pronto soccorso. Nel corso 2022 gli accessi di pazienti ai pronto soccorso lombardi sono stati quasi 3,5 milioni.--