Restauratore pavese al lavoro in Ucraina per salvare i murales firmati da Banksy

la storiaGiovanni Scarpa / paviaFar partire la rinascita dell'Ucraina dall'arte di Banksy, che ha firmato due opere già entrate nella storia nella martoriata cittadina di Borodyanka. L'idea di Alessandro Cini, 45enne restauratore e patron del Modernista, già noto per i suoi interventi alla basilica di San Michele, si è già trasformata in un progetto concreto. Come spiega lui stesso. «Molti artisti sono andati nelle zone di guerra e hanno lasciato la loro testimonianza - racconta -. Fra questi Banksy, con i due celeberrimi murales della ballerina e di Davide che abbatte Golia, disegnati su quel che resta di alcune case che presto dovranno essere abbattute. Un patrimonio che non può essere perso». Da qui, appunto, l'idea del restauratore pavese, che già è andato diverse volte in Ucraina: trasferire le opere d'arte in un museo per preservarle prima che le macerie vengano abbattute.un patrimonio inestimabile«La prima considerazione che mi è venuta in mente, da restauratore, quando sono andato sul posto, insieme alle due mie colleghe Paola Ciaccia e Maria Colonna, è stata che sarebbe stato un peccato mortale non preservare queste opere d'arte. Solo per dare un'idea, le opere più recenti di Banksy sono state valutate fra i 20 e i 25 milioni di euro. In Ucraina l'artista ha lasciato sette murales, di cui i due più noti proprio a Borodyanka, città situata a nord-ovest nella periferia di Kiev, fortemente danneggiata dai bombardamenti dei primi giorni del conflitto e ripresa dai combattenti ucraini dopo l'invasione russa. L'opera rappresenta ora un patrimonio inestimabile per la comunità, dunque. E per un Paese che, quando la guerra sarà finita, dovrà essere ricostruito è un tesoro in tutti i sensi. A partire, ovviamente, da quello artistico».Le immagini della ballerina che danza fra le rovine e dell'uomo che viene abbattuto con una tecnica di judo da un bambino molto più piccolo di lui, inequivocabile allusione alla storia biblica di Davide e Golia (nonché riferimento al tanto pubblicizzato amore del presidente russo Vladimir Putin per l'arte marziale giapponese) hanno fatto il giro del mondo. E non sono, fra l'altro, le uniche.«Ci sono opere anche di C 215, un artista francese meno noto di Banksy ma comunque molto quotato- rivela ancora Cini -. Noi abbiamo già seguito, in questo caso, il processo di salvataggio dei suoi disegni che si trovavano all'interno di abitazioni danneggiate irrimediabilmente dai bombardamenti».Cini, Ciaccia e Colonna sono già impegnati da diverso tempo in Ucraina come restauratori proprio perchè la loro competenza e capacità è riconosciuta anche al di fuori dai confini nazionali. Ma Cini vuole andare oltre.il progetto pavese«A Borodyanka esiste già una casa della cultura dell'ex Unione sovietica, dove peraltro sono state portate le opere di C215 - prosegue il restauratore pavese -. L'idea è quella di trasfervi anche i murales di Banksy e creare un museo. Gli amministratori si sono detti molto favorevoli alla realizzazione di questo progetto, che ora stiamo portando avanti con grande entusiasmo e impegno. In questa iniziativa ci sta aiutando già la Camera di commercio per l'Ucraina che ha sede a Torino. Ma cerchiamo altri sponsor per andare avanti». Fra l'altro, rivela Cini, il tempo stringe: le celeberrime opere del misterioso artista si stanno già scolorando e necessitano quindi di un rapido intervento di conservativo. Un primo passo per la loro protezione è stato già fatto. Ma non basta. «Le macerie verranno prima o poi abbattute, nelle intenzioni delle autorità cittadine - conclude -. Bisogna fare presto, sperando che la guerra finisca il prima possibile e cominci la ricostruzione». --