Senza Titolo

la giornataFrancesca Del Vecchio / milanoAlle 11 del mattino Milano è irriconoscibile dopo il temporale della notte «dell'apocalisse». Un'ora e mezza di pioggia e vento forti - tra le 4 e le 5. 30 di martedì - che hanno devastato la città e sconvolto i suoi abitanti. Le strade sono un dedalo di rami caduti, alberi sradicati, cavi spezzati e camion dei vigili del fuoco in corsa a sirene spiegate. «Ho visto il ponteggio oscillare, ho sentito una voce chiedere aiuto. Un attimo dopo, l'impalcatura è crollata». È il racconto dell'incubo vissuto da Annamaria Piria, 75 anni, che abita al numero 40 di Viale Toscana, angolo Ripamonti, e che ha visto cadere sotto i suoi occhi, a pochi metri dalla finestra della sua camera da letto, l'impalcatura di un cantiere a causa del vento. «Per fortuna è successo di notte. Due persone sono riuscite a scappare prima di rimanerci sotto», spiega. «Ho ringraziato Dio che non sia caduto sul palazzo». Dall'altro lato della strada, un albero spezzato si è incastrato nei fili della linea del tram. «Quando siamo arrivati per prendere servizio al cantiere - raccontano due operai di Bergamo - erano le 5. 30: abbiamo trovato l'impalcatura a terra e gli alberi crollati. La strada era deserta, sembrava un film». Il custode di un palazzo di via Isonzo - di fronte al ponteggio crollato - tira un sospiro di sollievo: «Di solito parcheggio l'auto lì sotto. Ieri sera (l'altro ieri per chi legge, ndr) non c'era posto così l'ho messa più avanti», dice Dimitri Zhelueznyi. Ovunque, gli alberi a terra non si contano e i viali di platani sono percorsi a ostacoli tra enormi pozzanghere e tronchi tranciati: una rassegna desolante dei danni. In Corso Lodi, alcune auto sono schiacciate dalle fronde spezzate: hanno il parabrezza e la carrozzeria distrutti. Renato Augelli, proprietario di una di quelle incidentate, guarda l'autista del carro attrezzi caricare sul camion quel che resta del suo crossover grigio. «Fortuna che si tratta di una macchina aziendale, altrimenti sarei disperato». La viabilità è in tilt, alle fermate degli autobus la gente aspetta. Le carreggiate sono ostruite da alberi diventati improvvise palizzate: per andare da Porta Romana a Porta Venezia in auto ci si impiega più di mezz'ora, invece dei soliti 10 minuti. Davanti ai giardini Indro Montanelli, è stata divelta persino la pesante cancellata di ferro, a testimonianza della furia mostruosa del vento. La facciata neoromanica del Museo di Storia Naturale si intravede oltre la devastazione di fango e fogliame. Due impiegati di un ufficio vicino guardano sconsolati: «Non siamo abituati a vedere il Museo in questa stagione. È sempre ben nascosto dalle foglie. È incredibile». Angela abita poco lontano da lì: «Quando ho aperto le finestre, stamattina, mai mi sarei aspettata di trovare questo disastro». All'angolo tra Corso Venezia e Via Palestro, Farid sistema il banco di fiori. Sorride, si sente un miracolato: «Lunedì sera avevo chiuso le tende e portato via tutte le piante. Non ho avuto alcun danno. Mi spiace per questi alberi», dice indicando le chiome decapitate. Dei danni e dei disagi in tutta la città si perde facilmente il conto: il sindaco Beppe Sala nel pomeriggio comunica che sono 11 le scuole d'infanzia e 3 i nidi chiusi a causa di infiltrazioni d'acqua. Inaccessibili anche alcuni musei e parchi pubblici. Chiuso il Castello Sforzesco dopo la caduta di alcune tegole dalle merlate. «Una notte insonne. Il vento ha superato i cento chilometri all'ora», dice, costretto a constatare la compromissione del trasporto pubblico di superficie: «Una trentina i punti della linea aerea di Atm in cui si riscontrano disagi» a causa di rami, o addirittura alberi, rimasti impiccati sui cavi di tram e filobus. L'assessore comunale alla Protezione Civile Marco Granelli, fa il bilancio dei danni: «In 10 minuti sono caduti quasi 40 mm di pioggia, quella di un mese». Nel tardo pomeriggio la conta degli interventi arriva a 350, «in aumento». Intanto, il presidente della Regione, Attilio Fontana, formalizza alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni la richiesta dello stato di emergenza per la Lombardia. I danni, spiega l'assessore regionale alla Protezione Civile Romano La Russa, «sono superiori ai 100 milioni e temo che il dato crescerà». Anche fuori da Milano, nelle province di Monza-Brianza e Brescia, il maltempo ha causato danni enormi. Dopo la 58enne morta a Lissone (Monza) lunedì schiacciata da un pino, in Valcamonica (Bs), una 16enne scout è rimasta uccisa dalla caduta di un albero mentre dormiva in tenda. --© RIPRODUZIONE RISERVATA