Omicidio Ibrahim i legali di Rondinelli vogliono i domiciliari «È molto malato»

Maria Fiore / CILAVEGNALa difesa di Antonio Rondinelli, il 60enne di Cilavegna in cella da marzo insieme ai figli Claudio e Massimo per l'omicidio di Ibrahim Mohamed, chiede la scarcerazione per motivi di salute. «È molto malato e la sua situazione non è compatibile con il regime carcerario, rischia di morire in cella», spiega l'avvocato Michele Russo, difensore dell'indagato insieme a Guglielmo Panucci. I legali, dopo un primo "no" della giudice Maria Cristina Lapi, hanno fatto ricorso al Riesame (l'udienza è fissata per l'8 agosto), chiedendo la sostituzione del carcere con gli arresti domiciliari nella struttura sanitaria di Cure palliative dell'Oncologia del San Matteo, a Belgioioso. Rondinelli si trova a Torre del Gallo perché il pm Andrea Zanoncelli gli contesta di avere avuto un ruolo di primo piano nel delitto di Ibrahim Mohamed, il 44enne di Cilavegna ucciso in un capannone a Cassolnovo e ritrovato morto, il 14 gennaio, nella sua auto data alle fiamme alla frazione Morsella di Vigevano. manca la confessioneAccusa che si basa sugli accertamenti disposti dalla procura (a cominciare dall'autopsia sul corpo della vittima, uccisa con quattro colpi di fucile e pistola) e sulla testimonianza di Luigi D'Alessandro, genero di Rondinelli, che aveva parlato di un ruolo attivo di Antonio e dei due figli nell'omicidio.Manca, tuttavia, la confessione (Rondinelli non ha risposto all'interrogatorio) e non sono state trovate le armi del delitto. Nel ricorso al Riesame i difensori fanno riferimento all'assenza di prove su un coinvolgimento di Rondinelli nell'omicidio, anche se la richiesta dei legali è basata soprattutto sulle condizioni di salute dell'indagato. la consulenzaLa difesa di Rondinelli ha allegato alla richiesta di domiciliari la consulenza di parte eseguita dal medico legale Francesca Russo di San Genesio. Nella relazione viene descritta la grave patologia epatica di cui l'uomo soffre e che lo espone al rischio di sanguinamento improvviso (nel 2021 aveva già subito un intervento chirurgico d'emergenza). A partire dalla stessa relazione i difensori avevano presentato una istanza alla gip Lapi, che però aveva respinto la richiesta, anche considerata la relazione del personale medico di Torre del Gallo, da cui emergerebbe che il detenuto è monitorato attraverso visite specialistiche all'esterno del carcere. La stessa relazione, tuttavia, parla di possibili «scompensi improvvisi e potenzialmente mortali». «A nostro avviso la giudice non motiva adeguatamente il rigetto della nostra istanza», aggiunge Russo. I legali insistono quindi per i domiciliari nella struttura sanitaria di Belgioioso, e in seconda battuta chiedono al Riesame di disporre accertamenti medici nominando un perito che possa esaminare la situazione. --