Senza Titolo
il casoGiuseppe Agliastro / moscaNon smette di allungarsi l'elenco dei giornalisti uccisi e feriti nella guerra in Ucraina. Mosca accusa le forze di Kiev di aver provocato la morte di Rustav Zhuravlev, un e fotoreporter dell'agenzia di Stato russa Ria Novosti, e il ferimento di altri tre giornalisti che si trovavano nei pressi di Pyatykhatky, in una zona dell'Ucraina meridionale occupata dalle truppe del Cremlino e poco distante dalle trincee. Secondo le autorità russe, i quattro cronisti sarebbero finiti sotto un bombardamento con le famigerate bombe a grappolo e Zhuravlev sarebbe deceduto durante il trasporto in ospedale.Poche ore dopo è stata la Deutsche Welle a denunciare a sua volta il ferimento di un proprio giornalista, il cameraman della tv tedesca Yevgen Shylko. Anche lui sarebbe stato colpito in un «evidente attacco con munizioni a grappolo», ma questa volta dall'altra parte del fronte, perché il bersaglio era un centro di addestramento ucraino nella regione di Donetsk. Un raid nel quale avrebbe anche perso la vita un soldato.L'uso di bombe a grappolo in questi due drammatici episodi non è al momento confermabile. Sia le truppe russe sia quelle ucraine sono però accusate di aver usato questi ordigni micidiali, considerati pericolosissimi per i civili e per questo banditi da più di 120 Paesi del mondo. Ma non da Russia, Ucraina e Stati Uniti. E in queste settimane sono stati proprio gli Usa a consegnare ai militari di Kiev nuove munizioni a grappolo: una decisione criticatissima e fermamente condannata a livello internazionale, non solo dai difensori dei diritti umani, ma anche dall'Onu, da alcuni alleati degli Usa e da diversi esponenti della compagine democratica di cui fa parte lo stesso Biden. Le bombe a grappolo colpiscono infatti in modo indiscriminato. Esplodono in aria disseminando in zone vastissime anche centinaia di proiettili, le submunizioni, che possono restare inesplosi per anni diventando vere e proprie mine antiuomo.Zhuravlev aveva 34 anni ed era originario di Ekaterinburg. La sua morte ha scatenato una dura reazione da parte di Mosca. Il ministero degli Esteri russo ha dichiarato che la colpa è «condivisa da coloro che hanno fornito bombe a grappolo» ai soldati ucraini, cioè dagli Usa, e che i responsabili «subiranno inevitabilmente una meritata punizione». Mosca sostiene di non aver mai usato le bombe a grappolo in Ucraina, ma questa narrazione sembra smentita in modo inequivocabile dai materiali raccolti da giornalisti e difensori dei diritti umani nonché dalla stessa Onu.La guerra ordinata da Putin continua a dilaniare l'Ucraina. Scontri sanguinosi si registrano ogni giorno nel Sud e nell'Est del Paese, ma sono tante anche le vittime tra i civili. Secondo Kiev, almeno due persone sono state uccise ieri nei raid delle truppe russe e almeno otto il giorno prima.In Crimea, i filorussi accusano Kiev di aver fatto esplodere un deposito di munizioni con un drone costringendoli a evacuare gli abitanti in un raggio di cinque chilometri. Una fonte nell'esercito ucraino ha detto all'Afp che ci sarebbero proprio i soldati di Kiev dietro l'attacco, dopo il quale è stato brevemente fermato il traffico ferroviario nonché il traffico stradale sul ponte di Kerch. Il ponte è considerato un simbolo dell'annessione illegale della Crimea da parte di Mosca ed è stato danneggiato appena sei giorni fa in un raid in cui sono morti due civili. Nello stesso giorno, la Russia si è ritirata dal patto sul grano che un anno fa aveva permesso di riprendere le esportazioni di cereali ucraini via mare superando il blocco navale di cui è accusata Mosca. Ora si teme di nuovo per la sicurezza alimentare globale. In questi giorni Zelensky ha parlato della situazione con il capo della Nato, Stoltenberg, e con l'autoritario presidente turco Erdogan, che ha mediato l'intesa abbandonata da Mosca e ad agosto dovrebbe incontrare Putin. --© RIPRODUZIONE RISERVATA