Caso palestra Cairoli Poma: «Il progetto per farla sottoterra lasciato nel cassetto»
PAVIANei cassetti della Provincia dal 2021 giace il progetto oer realizzare al liceo Cairoli una palestra sottoterra. Un progetto pensato proprio per bypassare la bocciatura della commissione paesaggistica comunale che, ora, mette a rischio la realizzazione della struttura e quindi l'ottenimento dei fondi Pnrr. L'ex presidente della Provincia Vittorio Poma ricorda che era stata redatta la progettazione per una struttura fuori terra e uno studio preliminare per una palestra interrata. La prima, dal costo di 800mila euro, aveva ottenuto il parere favorevole della Soprintendenza ma era stata bocciata dalla Commissione paesaggio del Comune che, in seconda battuta, aveva mitigato le proprie perplessità imponendo la riqualificazione dell'accesso sud. La palestra ipogea invece comportava una spesa di circa 1,5 milioni di euro.mesi di trattative«La delicatezza dell'intervento obbligava ad un percorso condiviso con tutti gli enti coinvolti - spiega Poma - . L'allora amministrazione provinciale aveva deciso di realizzare quattro nuove palestre, due a Pavia, per le scuole Cairoli e Cossa, una a Voghera (Maserati) e una a Vigevano (Caramuel). La progettazione più complessa era certamente quella dell'istituto di corso Mazzini, in quanto riguardava un edificio di valore storico. È quindi stato elaborato un progetto che rispettasse i vincoli esistenti, ma anche funzionale, in accordo con la Soprintendenza che poi ha espresso parere positivo». Progetto che era stato presentato a docenti e alunni nel dicembre del 2021, alla presenza anche del sindaco Fabrizio Fracassi, poi frenato dalla Commissione paesaggio. «A quel punto abbiamo cercato con il Comune soluzioni condivise. Le prove di forza infatti non producono mai buoni risultati, ma aprono la strada a contenziosi che possono bloccare l'opera», sostiene l'ex presidente della Provincia che intanto aveva dato il via ad un piano B, quello di una palestra interrata.il nodo archeologico«Abbiamo commissionato uno scavo archeologico e fatto eseguire carotaggi che avevano rilevato la presenza di reperti, tra cui porzioni di oggetti di uso comune, giudicati, da esperti, di scarso valore e quindi non tali da pregiudicare l'intervento - sostiene Poma -. Eravamo alla fine del mandato, si è quindi deciso di lasciare la scelta alla nuova amministrazione. Ma a questo punto sarebbe importante sapere se il progetto ora in discussione è differente dal nostro. Per ottenere un parere rapido sarebbe stato preferibile presentare la stessa progettazione sulla quale si era già pronunciata la commissione con alcune prescrizioni. Sono passati due anni e quindi a qualcuno viene il dubbio che si sia perso un po' di tempo. E comunque si sarebbe potuta perseguire la strada della palestra ipogea». la replica di palli«Sono sorpreso - replica l'attuale presidente Giovanni Palli - che una figura così attenta alle competenze istituzionali come Poma non ricordi le espressioni di professionisti, enti locali e Soprintendenza che, proprio su quell'area, individuano la presenza di notevole quantità di materiale archeologico risalente dall'età romana al basso medioevo tale da rendere praticabile solo la soluzione che ha ottenuto il parere favorevole dalla Soprintendenza». --Stefania Prato