«In viaggio tra guasti e vandali» Il calvario della Milano-Mortara

la testimonianzaMORTARAScegliere di vivere fuori dalla vita frenetica della metropoli non porta solo vantaggi. Se n'è accorto Mauro Fuolega, funzionario bancario che si è trasferito da Milano a Mortara «nonostante Trenord». Il suo punto di vista è quello comune a centinaia di viaggiatori, stufi di disservizi e dell'inerzia della politica. Quanto viene da lui raccontato è uguale a quanto è successo quasi ogni giorno negli ultimi dieci anni. Anche ieri la linea Milano-Alessandria ha avuto problemi. Due i casi emblematici: nel primo il treno da Alessandria delle 6.50 è arrivato a Milano alle 9.37, con 75 minuti di ritardo; nel secondo, il regionale delle 12.42 da Porta Genova ha dovuto fermarsi a Vigevano per un atto vandalico. «Forse qualcuno ha forzato le porte per scendere - spiega Fuolega -, il problema è stato risolto dal personale di bordo in 12 minuti». Dopo pochi mesi, infatti, i viaggiatori diventano esperti e sanno capire se quanto succede è dovuto alla linea ferroviaria o ai mezzi («il materiale è totalmente obsoleto»). Nei giorni scorsi un altro caso emblematico: «Il treno che dovevo prendere per tornare a casa - prosegue il neo mortarese - aveva l'aria condizionata guasta. Il macchinista, di fronte alle nostre proteste, ci ha invitato a prendere il mezzo successivo. Poi ci sono i problemi dei bagni, che sono ad accumulo e non a scarico e richiedono l'intervento del personale per essere sistemati, i mille guasti alle porte». Problemi noti in Lomellina. «Gli amministratori locali - conclude Fuolega - non sono in grado di portare le proteste dei cittadini in Regione».Ieri è intervenuto anche Franco Aggio, portavoce della MiMoAl, l'associazione dei pendolari della Milano-Mortara: «È disarmante e falso dire che la Regione non può incidere, come sostenuto dal presidente Fontana. Allora perché paga 450 milioni di euro all'anno per il servizio?». --oliviero dellerba