«Salvezza nostro scudetto Voglio una squadra che giochi all'arma bianca»

VIGEVANOLorenzo Pansa, nuovo coach della Elachem Vigevano si prende la scena senza particolari patemi e comincia coi i ringraziamenti a tutti i componenti del club: «Ci siamo scelti molto velocemente, con due messaggi brevi, d'altro canto quelli di Marino Spaccassassi sono così. Per la carriera che ho svolto finora, quasi sempre mi è toccato subentrare a figure di grande spessore in situazioni successive ad importanti risultati colti prima di me nelle piazze in cui sono andato a lavorare», racconta Pansa che approfondisce bene il concetto: «Ho seguito totalmente l'istinto, la razionalità avrebbe consigliato altro. Vigevano mi ha dato subito grandi sensazioni, le stesse che ho avuto quattro anni fa quando potevo scegliere tra diverse serie A2, ma ho deciso di scendere in B a Fabriano».Poi lo sguardo si sposta sulla stagione che verrà: «Ho grande entusiasmo, non sarà un campionato da 80% di vittorie, ma credo che con grande compattezza e conservando lo spirito del gruppo che ha conquistato la serie A2 possiamo raggiungere il nostro scudetto che sarà la salvezza». Ovviamente, poi, si butta uno sguardo alla rosa in corso di allestimento e, al riguardo, Pansa spiega: «Ci saranno altre conferme oltre a Strautmanis e D'Alessandro perché quello che ha conquistato l' A2 è un gruppo speciale che dobbiamo preservare indipendentemente dalle idee da allenatore, perché se manca l'anima ogni concetto di basket diventa inadeguato. Prematuro parlare del tipo di pallacanestro che faremo anche se abbiamo ben evidentemente un'idea. Saremo arrembanti, all'arma bianca, giocare per Vigevano deve diventare durezza in campo in attacco e in difesa» E ancora, per essere più chiaro: «Non ho chiesto l'ammontare del budget, per me la carta di identità non conta e neppure la provenienza. Anni fa ho rilanciato Stefano Laudoni che era finito nella C laziale, ma ho anche allenato per 4 anni di fila Garri a fine carriera. E quanto agli stranieri, li sceglieremo alla fine per avere da loro quello che non ci potrà dare il gruppo di italiani». --f.ba.