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Fabrizio Merli / pavia«A fine 2024, terminate demolizioni e bonifiche, puntiamo a iniziare le opere "vere"». Paolo Signoretti, amministratore delegato di Supernova, si riferisce al nuovo quartiere da realizzare sull'ex area Necchi, ribattezzato, appunto, come la marca di macchina da cucire che vinse il Compasso d'oro e che veniva prodotta a Pavia. I vertici della società, ieri, hanno radunato autorità civili, militari e religiose sotto a un tendone, nel perimetro della fabbrica dismessa, per fare il punto sul recupero dell'area.amianto sotto vuotoLo scorso mese di gennaio, Supernova affidò a Despe (società che già nel 1989 aveva lavorato allo sgombero delle macerie della Torre civica) il compito di procedere alla demolizione dei vecchi capannoni e alla rimozione di amianto e fibre artificiali vetrose. L'amianto è stato stoccato dentro a un capannone da 10mila metri quadrati che è stato sigillato e messo "sotto vuoto" per evitare la dispersione delle fibre in atmosfera. Sul fronte dell'amianto, la stima illustrata ieri è che verranno smaltiti 33mila metri quadrati di lastre, 13mila di coibentazioni contenenti amianti e fibre vetrose e 17mila di intonaci contenenti amianto. Le demolizioni, già iniziate, riguarderanno alla fine capannoni per un totale di 600mila metri cubi. Ennio Cadum, direttore del Dipartimento di igiene e prevenzione sanitaria di Ats Pavia, ha spiegato che dopo l'approvazione definitiva del piano di caratterizzazione partirà la bonifica del sottosuolo e della falda, che in pochi punti ha livelli elevati di solventi clorurati che, comunque, non rappresentano un pericolo per la salute.introduzione e salutiDopo l'introduzione da parte del sindaco di Pavia, Fabrizio Fracassi, e i saluti del prefetto Francesca De Carlini e della consigliera provinciale Maria Pia Taraso, particolarmente interessanti sono stati gli interventi di Emanuela Curtoni, direttore area Territorio e ambiente di Assolombarda e di Andrea Zatti, docente di Scienze politiche e rettore del collegio Cairoli. Curtoni ha sottolineato il "fermento" che sta riguardando non solo Pavia e l'ex Necchi, ma tutto il territorio provinciale, anticipando un "Book del territorio" di Assolombarda tutto dedicato a Pavia. «Oltre a Necchi - ha detto - vi sono 300mila metri quadrati di aree sulle quali stanno muovendosi iniziative. Per quanto riguarda i capannoni industriali, nell'ultimo anno la compravendita è raddoppiata rispetto agli ultimi dieci anni e è aumentata del 30 % quella degli uffici. Molte aziende stanno scegliendo di localizzarsi qui».«un luogo identitario»Andrea Zatti ha invece definito la ex Necchi «un luogo identitario», aggiungendo: «Mio padre, come migliaia di altre persone, ha lavorato qui e la prima maglia da basket che indossai, nel 1976, aveva il marchio Necchi. Sotto questo punto di vista ha ragione il sindaco Fracassi quando dice che Vittorio Necchi fu, per Pavia, l'equivalente di Adriano Olivetti per Ivrea». Il rettore del Cairoli ha poi indicato alcune priorità alle quali fare riferimento nell'intervento di rigenerazione dell'area dismessa: «Il primo aspetto di cui tenere conto è il rapporto con Milano. Il secondo è il rapporto con il resto della città e con l'Università che sta sviluppando importantissime iniziative, come il polo Cardano. Infine il terzo aspetto al quale rivolgere la massima attenzione sarà la nuova fermata della linea S13, per evitare che finisca a Pieve Emanuele». Al recupero dell'area contribuirà Regione Lombardia con 8 milioni destinati alla realizzazione di infrastrutture, denaro che verrà messo a disposizione una volta approvata la variante al Pgt. --© RIPRODUZIONE RISERVATA