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il casoGiuseppe Agliastro/ / MoscaIl direttore della Cia, William Burns, a giugno avrebbe compiuto un viaggio top secret in Ucraina. E lì, le autorità di Kiev gli avrebbero illustrato «un'ambiziosa strategia per riconquistare i territori occupati» e poi «aprire entro la fine dell'anno dei negoziati per il cessate il fuoco con Mosca». A scriverlo è il Washington Post, che cita dei «funzionari ben informati». Ma mentre si parla di possibili piani e strategie, un duro avvertimento sulla terribile realtà della guerra arriva dal generale Mark Milley. La controffensiva ucraina sarà «molto difficile», «molto lunga» e «molto, molto sanguinosa», ha dichiarato l'ufficiale più alto in grado dell'esercito americano aggiungendo che «la guerra sulla carta e la guerra vera sono cose diverse» perché «nella guerra vera muoiono persone vere».Nel suo intervento al National Press Club di Washington, Milley ha detto di non essere sorpreso dal fatto che l'avanzata ucraina appaia più lenta di quanto si aspettavano alcuni. «Va un po' lentamente, ma questo fa parte della natura della guerra», ha spiegato il generale sostenendo che le truppe ucraine starebbero comunque «avanzando costantemente» e si starebbero facendo strada «attraverso campi minati molto difficili» coprendo «500, 1.000 o 2.000 metri al giorno». Difficile confermare le parole di Milley, la situazione al fronte resta avvolta nella nebbia informativa come molti dei fatti che riguardano la guerra. L'unica certezza purtroppo è che moltissime persone sono morte e continuano ogni giorno a morire.Nel suo discorso, il capo di Stato maggiore americano ha detto che gli Usa stanno ancora decidendo se inviare all'Ucraina i missili a lungo raggio Atacms. Ma ha toccato anche un altro tema delicatissimo: quello delle possibili forniture a Kiev delle munizioni a grappolo. Secondo il generale, la Casa Bianca starebbe valutando se inviare alle truppe ucraine queste armi devastanti, considerate una grave minaccia per i civili. «Gli ucraini le hanno chieste e altri Paesi europei ne hanno fornito una parte, i russi le stanno usando», ha detto Milley, precisando che una decisione non è stata ancora presa.Esplodendo, le bombe a grappolo sparano in vaste aree decine o addirittura centinaia di ordigni più piccoli, le submunizioni. Queste rappresentano un terribile pericolo per i civili, e lo sono anche dopo i bombardamenti perché possono restare inesplose sul suolo diventando come delle mine antiuomo. Se dovessero decidere di fornire queste armi all'esercito ucraino, gli Usa rischierebbero di creare tensioni con gli alleati. Oltre due terzi dei 31 Paesi Nato hanno infatti siglato la convenzione del 2008 che vieta l'utilizzo, la produzione e lo stoccaggio delle bombe a grappolo. Ma quest'accordo non è stato siglato né da Washington, né da Mosca né da Kiev. E, secondo Human Rights Watch, l'anno scorso queste munizioni «hanno ucciso o ferito centinaia di civili in Ucraina». «Le forze russe sono responsabili della stragrande maggioranza degli attacchi con le bombe a grappolo - spiega l'Ong - ma sembra che le forze ucraine le abbiano usate diverse volte».Torniamo alla presunta visita segreta in Ucraina del capo della Cia. William Burns avrebbe incontrato Zelensky e i suoi collaboratori, e gli sarebbe stato detto che Kiev punta a riconquistare «un territorio considerevole entro l'autunno», spostare artiglieria e missili alle porte della Crimea - importante anche perché ospita la Flotta russa sul Mar Nero - e infine aprire i negoziati con Mosca per un cessate il fuoco. Ovviamente questi sarebbero i piani di Kiev e resta da vedere se saranno portati a termine. Secondo gli esperti di questioni militari, «l'obiettivo dell'Ucraina di costringere» Mosca «a un negoziato è ambizioso viste le difese fortificate russe, ma non fuori discussione». --© RIPRODUZIONE RISERVATA