Peste suina, prudenza sulla "zona rossa" nuovi divieti sui rifiuti
Filiberto Mayda / / varziPer ora Ats mantiene una linea prudente e, malgrado la conferma della carcassa di un secondo cinghiale infetta da peste suina africana - trovata a Cecima dopo quella di Bagnaria - non amplia la "zona rossa", quella con i divieti più stringenti (area di Restrizione II, tecnicamente) né quella "gialla", ovvero di "sorveglianza". Di fatto, con una nota diffusa ieri, Ats Pavia conferma le notizie anticipate su queste pagine domenica scorsa: «Resta massima l'allerta di Ats Pavia che, in stretta sinergia con Regione Lombardia, prosegue il rigoroso monitoraggio e l'attività di informazione e sensibilizzazione - si legge -. L'Unità di crisi e gli enti locali hanno messo in atto le necessarie restrizioni per le attività ricreative e venatorie di qualsiasi tipologia, e invitato la popolazione a osservare comportamenti corretti, tra cui figurano il divieto di alimentare i cinghiali, di abbandonare rifiuti o alimenti a terra o vicino ai cassonetti, per garantire il massimo contrasto all'infezione. Ad oggi, le aree sottoposte a "Restrizione II" sono: Ponte Nizza, Bagnaria, Brallo di Pregola, Menconico, Zavattarello, Romagnese, Varzi, Val di Nizza, Santa Margherita di Staffora, Cecima, Colli Verdi (la località di Valverde), dove vige il divieto di addestramento cani e la caccia ai cinghiali, e le manifestazioni con più di 20 persone in aree non delimitate o prossime alle strade asfaltate devono essere soggette ad autorizzazione da parte del Comuni.Nelle aree sottoposte a "Restrizione I", dovranno essere ricercate carcasse di cinghiale con cadenza almeno quindicinale e la caccia sarà consentita con modalità selettive. Ne fanno parte: Rocca Susella, Montesegale, Godiasco, Borgoratto Mormorolo, Fortunago, Volpara, Borgo Priolo, Rocca de' Giorgi, Rivanazzano, Colli Verdi (Ruino e Canevino). La popolazione è invitata a segnalare la presenza di carcasse al numero del dipartimento veterinario Ats: 366/ 9360037».Va detto che molti considerano questi provvedimenti regionali soft oppure, come aveva detto Legambiente, «inutili se non ridicoli».Il caso CalabriaIn Calabria, proprio in questi giorni, l'emergenza peste suina sta spaventando il mondo agricolo e degli allevatori, oltre a quello del turismo. Il Servizio sanitario regionale ha preso una serie di provvedimenti anche molto radicali, ad esempio l'obbligo di recintare i punti dove vengo posati i sacchetti dei rifiuti per la raccolta differenziata, in modo che i cinghiali desistano dall'avvicinarsi. In Calabria, poi, è stata decisa una stretta sui suini domestici (pochi in Oltrepo, ma comunque presenti) obbligando i servizi veterinari a censirli e a segnalarne la presenza alle autorità, oltre a vietare «la movimentazione al di fuori della zona infetta di suini se non finalizzata all'abbattimento immediato degli stessi».Aree "rosse" e "gialle"Come si fa a delimitare le aree "rosse" e "gialle"? Lo ha precisato ieri Ats. Per le specie selvatiche (cinghiali) la zona in Restrizione II, che è la più severa, viene delimitata in base a diverse considerazioni epidemiologiche, che tengono conto delle barriere naturali/artificiali, della distribuzione delle carcasse positive, della densità della specie serbatoio (cinghiali), ma non ci sono raggi prestabiliti da disegnare intorno al focolaio.La zona in Restrizione I è una fascia di 10 km intorno alla zona in Restrizione II: se un Comune è per la maggior parte nella fascia, rientra nella Restrizione I, diversamente ne resta escluso (motivo per cui il confine è così irregolare). Invece quando l'infezione interessa le specie domestiche (suini) si traccia un raggio di 3 km intorno al focolaio per delineare la zona infetta e uno di ulteriori 7 km (in totale 10 km) per quella di sorveglianza. --