Il nodo della pensione di garanzia
Un altro nodo su cui c'è molta attenzione riguarda la pensione di garanzia per le nuove generazioni. Si tratta di un problema che arriva da lontano: i giovani vivono una realtà lavorativa e dunque contributiva che molto spesso poterà a pensioni da fame. I contratti discontinui e le paghe basse, con il sistema contributivo avranno come risultato finale assegni pensionistici bassissimi. In tutto questo l'ipotesi per le nuove generazioni è comunque di dover lavorare almeno fino ai 70 anni. L'idea sul tavolo sarebbe di trovare una soluzione che permetta anche a loro di arrivare al traguardo con una base pensionistica dignitosa. Anche in questo caso tuttavia sarà necessario reperire risorse ingenti. Non sarà facile. Una strada è quella di potenziare i fondi pensione complementari, misura che però non riguarda solo i giovani ma tutta la platea di futuri pensionati. Il governo potrebbe optare per un alleggerimento della tassazione. Il prelievo fiscale applicato oggi sulla rendita delle forme integrative è del 15%, e scende al 9% solo in alcuni particolari casi. Nelle intenzioni dell'esecutivo l'asticella potrebbe scendere di almeno il 2-2,5%. Intanto, Cgil, Cisl e Uil chiedono di avviare una nuova fase di "silenzio-assenso" per destinare il Tfr alla previdenza complementare. --S.Ric.© RIPRODUZIONE RISERVATA