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Federico Capurso / romaNon è la prima volta che Bankitalia muove dei rilievi sull'autonomia differenziata. Lo fa con garbo istituzionale, promuovendo l'idea del ministro Roberto Calderoli di tracciare con una legge la strada da percorrere per arrivare alle intese tra Stato e Regioni, ma il provvedimento bandiera della Lega, sottolinea palazzo Koch in una memoria depositata in Parlamento, «trascura alcuni aspetti rilevanti». E nella Lega si mastica amaro: «Sembra un assist al Pd, che ha appena annunciato una mobilitazione contro l'autonomia». Bankitalia propone, in primo luogo, di procedere con una certa «gradualità», in modo da scongiurare «il rischio di innescare processi difficilmente reversibili e dagli esiti incerti». Insomma, niente fretta. Per questo suggerisce di passare da un'analisi dei costi e dei benefici ogni qual volta si proponga il trasferimento di una materia dallo Stato a una Regione.Per l'istituto guidato da Ignazio Visco, poi, non sono chiari i meccanismi fiscali con cui verranno garantiti negli anni i Lep (Livelli essenziali delle prestazioni), grazie ai quali si stabiliscono uguali diritti per tutti i cittadini, da Nord a Sud. «Per preservare gli equilibri di finanza pubblica», scrive Bankitalia, si potrebbe pensare a «meccanismi di corresponsabilizzazione finanziaria», con una valutazione periodica delle aliquote di compartecipazione delle Regioni e procedure obbligatorie di verifica della spesa sostenuta e delle prestazioni erogate. Nel caso di una spesa superiore ai fabbisogni Lep, però, questa «dovrebbe essere finanziata autonomamente», avverte Bankitalia, anche «attraverso un inasprimento dei tributi locali». Sono tutt'altro che questioni marginali. E non è un caso che di fronte agli appunti di palazzo Koch, il ministro Calderoli si dica d'accordo solo sulla generica «gradualità» con cui affrontare l'autonomia. Gli altri suggerimenti, invece, sembrano cadere nel vuoto. --© RIPRODUZIONE RISERVATA