Bonaccini scioglie il nodo e battezza la sua Area Cambia la geografia dem

il retroscenaLa mossa non è casuale, risponde ai voleri di molti esponenti politici e istituzionali che ruotano attorno al Pd: scongiurare una scissione che sarebbe deleteria, anche se molto ben vista da Matteo Renzi e company. E se non concordata, dalla segretaria dem questa svolta è di sicuro apprezzata, perché cambia la geografia dem, accorpando molti rivoli della minoranza sotto un solo tendone, non ostile ma collaborativo: il presidente del partito romperà gli ormeggi. Il 21 e 22 luglio a Cesena, dove terrà a battesimo la nascita della sua «Area Bonaccini». Non si può definire «corrente», perché il termine è bandito nella nuova era del Pd. Ma di questo si tratta, con una piccola differenza: «Mentre le correnti classiche si formavano dopo ogni congresso per contare di più e avere dei posti anche nelle liste elettorali, questa nasce e finirà con la Schlein», spiega uno degli ispiratori dell'operazione. Bonaccini non vuole poltrone, «voglio solo rappresentare l'area che mi ha sostenuto fino al prossimo congresso». Dunque, nella località romagnola colpita dall'alluvione, si ritroveranno a luglio i personaggi che hanno sostenuto il governatore nella sua avventura, peraltro finita bene nella gara tra gli iscritti, con una vittoria su Schlein. Ci saranno Lorenzo Guerini, Dario Nardella, Mattero Ricci, Brando Benifei, i tanti sindaci che hanno appoggiato Bonaccini, molti dei quali della sinistra ex Ds, il coordinatore della mozione, Alessandro Alfieri e Simona Bonafé; sono invitati Piero Fassino, Debora Serracchiani e tanti altri. Sotto il profilo della narrazione politica si tratta di una trasformazione in corsa: tutta la corrente Base Riformista, nata dalle ceneri del renzismo una volta uscito dal partito l'ex premier, confluisce dentro questa area più vasta, per far assumere una nuova fisionomia al nutrito gruppo di cattolici-moderati ma anche ex diessini che non aderiscono alla dottrina Schlein.Con la novità che il leader di questa area ha una forte intesa con la segretaria: Bonaccini e Schlein vanno assai d'accordo. In Direzione lui ha parlato dopo di lei e ha messo i puntini sulle i con fair play: «Noi dobbiamo essere la forza trainante, mai metterci a rimorchio. Per questo dobbiamo assumere un'iniziativa come Pd, condivido le proposte sui temi». Secondo, «non bisogna indebolire Elly, ma bisogna discutere di più e meglio. Serve uno scatto con parole d'ordine semplici e chiare». Per tutta la Direzione, un sottotesto aleggiava infatti nei toni aspri dei discorsi: i riformisti sospettano che la sinistra di Schlein li voglia far uscire dal partito, per far librare la segretaria nei cieli del radicalismo più spinto; dall'altro lato c'è la leader, che fa ben poco per stoppare questi timori, ma assicura di voler tenere dentro tutti, difendendo il pluralismo. In mezzo c'è Renzi, che soffia sul fuoco, sperando in una scissione. I 5stelle sono i più preoccupati: «Se i riformisti escono dal Pd - spiega una fonte vicina a Conte - e vanno verso Renzi, come Borghi, per noi è un problema, perché per sconfiggere la destra serve un campo progressista forte e non un campo largo». --car.ber. © RIPRODUZIONE RISERVATA