Perini: «Vigevano è orgoglio, e la passione dei tifosi è importante anche per il bilancio»

il patronSebastian Perini ha da poco festeggiato il suo primo anno alla presidenza della Nuova Pallacanestro Vigevano 1955 Elachem e il suo bilancio è certamente positivo ed entusiasta, a maggior ragione dopo la fin qui ottima stagione condotta dai ragazzi di coach Paolo Piazza pronti, da venerdì a domenica prossimi, a giocarsi a Ferrara in un girone a quattro due promozioni in serie A2. «C'è un misto di soddisfazione e orgoglio per quanto fatto finora da una parte, ma anche la tensione per come potranno andare le cose in un girone in cui ci sono due promozioni in A2 in palio», racconta Perini che poi declina il ruolo e il merito dei vari protagonisti della stagione. «C'è molto di Marino Spaccasassi in questo ciclo e anche in questa stagione. Marino è diretto e determinato, io sono molto più visionario e sognatore di lui, siamo perfettamente complementari e, così, ci completiamo».La forza del gruppoCinque anni e oltre duecento partite fanno di coach Piazza "uno di noi", come da tempo lo osanna il tifo gialloblù: «Paolo Piazza non è una persona facile da approcciare, è determinato nelle sue scelte e nei suoi metodi ed è bravissimo a mettere insieme le persone e i gruppi, non solo sul piano tecnico e tattico in cui ha dimostrato di essere al top. Non è facile imparare il suo complesso di regole, ma, una volta recepito, è alla base dei nostri successi e del fatto che a turno in ogni partita qualcuno diventa protagonista di un gruppo che non ha una star, ma che sta benissimo insieme».Già, il gruppo. Innumerevoli sono state le volte in cui, a turno e non richiesti, i vari alfieri della Elachem hanno sottolineato come si sentano parte di un gruppo molto forte, ma soprattutto che sta molto bene insieme, considerando questo aspetto determinante e alla base dei successi ottenuti fin qui. «Bisogna viaggiare insieme a questi ragazzi per capire il loro spirito di coesione. Quando qualcuno va in difficoltà, e quest'anno è successo più volte, tutti gli altri accorrono spontaneamente in aiuto e così siamo usciti da qualche momento in cui le cose non giravano per il meglio». E poi c'è l'appassionato popolo gialloblù: «Vigevano, a livello di basket, è come se si fosse fermata agli anni Ottanta e questo, da molti punti di vista, è bellissimo. Frequentando da anni il mondo del basket, conoscevo questa piazza, ma il viverla da dentro è tutt'altra cosa. Le attese e le richieste sono frutto di competenza e sono altissime, ma il ritorno in termini di affetto e di presenza della gente non ha veramente eguali». La passione del tifo ducale è anche un elemento economico fondamentale per i progetti del club e lo conferma lo stesso presidente: «Il botteghino è la nostra seconda fonte di entrate annuali, cosa non da poco».Poi il pensiero non può che andare al prossimo emozionante e decisivo fine settimana con tre partite per provare a tornare in A2: «So che a Ferrara verranno in almeno 500-600 tifosi al seguito della squadra. E' bellissimo. Ecco, il mio invito sincero per loro è di vivere questi tre giorni con grande gioia e pieno orgoglio. Il fatto di essere arrivati fin qui è già qualcosa di straordinario, a maggior ragione dopo esser ripartiti da una sconfitta in gara5 di finale un anno fa. Ovviamente, vogliamo vincere, ma i tifosi devono sapere che, comunque vada, questo è un gruppo fantastico e se non ce la faremo, ci riproveremo subito dalla prossima stagione perché l'A2 è un obiettivo che come società abbiamo pianificato da tempo e nel tempo». --Fabio Babetto