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PAVIAI residenti del centro si preparano a fare causa al Comune per i danni subiti a causa della malamovida. Ieri si è tenuta la prima riunione dei rappresentanti dei Comitati civici che, dopo la sentenza della Cassazione, a cui si era rivolta una coppia che vive nel centro storico di Brescia, hanno deciso di intentare un'azione legale per ottenere dal Mezzabarba il risarcimento per le troppe notti insonni. sentenze pilotaI cittadini avevano già guardato con attenzione al parere della Corte d'Appello che lo scorso novembre aveva condannato il Comune di Torino a risarcire i residenti con 200mila euro per non aver adottato le misure necessarie a contenere il caos movida in alcune zone della città. E ora, con la sentenza della Cassazione, sono convinti che sussistano tutti i presupposti per fare causa. Perché, spiegano, esiste un diritto al riposo e va garantita la tutela della salute pubblica. Tornano a dire "basta" a urla, schiamazzi, musica ad alto volume fino a notte fonda e tornano a chiedere provvedimenti che arginino gli eccessi del popolo della notte. «Una situazione che dura ormai da troppi anni e che ora è diventata intollerabile. Non si sono messe in campo misure concrete per contenere gli effetti del divertimento eccessivo e aumentare la sicurezza - spiega Paolo Fornelli, rappresentante del Comitato malamovida -. Più volte abbiamo sottolineato i disagi e le difficoltà dei residenti, ma le nostre richieste sono state ignorate». rilievi sul campoAdesso i cittadini provvederanno a far eseguire rilievi fonometrici, fondamentali per accertare il livello di rumorosità. La sentenza della Corte di Cassazione infatti sottolinea come non venga assicurato il rispetto della quiete pubblica qualora i rumori siano troppo forti e invadenti, e quindi nocivi alla salute. «Le rilevazioni sulla rumorosità dovevano essere eseguiti da Arpa su richiesta del Comune, stando alle indicazioni date dalla prefettura nel 2021 - spiega Maria Grazia Losa, portavoce del Comitato MovidaAltrove -. Ma l'ente comunale non le ha mai sollecitate. Ora faremo causa, come peraltro stanno facendo alcuni Comitati di Milano, con il supporto del Comitato nazionale No degrado e malamovida». «Ci sono punti del centro storico fortemente degradati - aggiunge Giuseppe Raffaldi -. E zone, come via Volturno, via Siro Comi, Strada Nuova, prese particolarmente di mira».non solo rumoreLe tracce lasciate dal popolo della notte ogni mattina segnano la città che appare come una latrina a cielo aperto, «frutto della somministrazione scellerata di sostanze dannose per i giovani e delle poche alternative all'osteria a cielo aperto che è ormai diventata Pavia, tappezzata di dehors». I Comitati segnano in rosso «un lungo elenco di problemi ormai ingestibili», ribaditi più volte e mai risolti.«Il risultato - sostiene Mariaelena Montera - è che il centro storico si sta spopolando e che ci sono punti, come lo è stata per tantissimo tempo piazza del Lino, in cui non si passa per paura. Ora, grazie all'intervento della prefetta e delle forze dell'ordine, la situazione è migliorata, ma si spera che venga mantenuta alta l'attenzione». Chiedono controlli i cittadini, ma soprattutto chiedono multe.«Vanno sanzionati comportamenti incivili e irrispettosi - spiega Fornelli -. Purtroppo non c'è altra soluzione. La gente è esasperata, non riesce a dormire e non si sente sicura. C'è maleducazione e degrado». E Nori Dainotti aggiunge: «Ci chiediamo come mai non si riesca a regolamentare un quadrilatero del nucleo storico che, peraltro, è abbastanza ristretto». Poi i cittadini ricordano come la sentenza riconosca l'inalienabilità del diritto alla salute. --Stefania Prato