La Madonna della Stella accompagnata da 600 pavesi
la storiapaviaCirca 600 pavesi ieri hanno voluto partecipare alla tradizionale processione che i borghigiani dedicano alla Madonna della Stella. La statua è scivolata sulle acque del Ticino, trasportata dal barcè della Battellieri Colombo e accompagnata dalle altre associazioni remiere, mentre centinaia di fedeli, guidati dal parroco don Fabio Curti, la seguivano via terra, in via Milazzo. Sulla stessa imbarcazione, che trasportava la Madonna, vi era il vescovo Corrado Sanguineti. Raggiunto il ponte Coperto, la statua è arrivata in piazzale Ghinaglia dove, ad attenderla, c'erano i tanti pavesi che anche quest'anno anno preso parte alla processione.la leggendaHanno raggiunto la chiesa di Santa Maria in Betlem che custodisce la preziosa statua della Vergine e dove si trova la cappella realizzata nel XVIII secolo che accoglie la scultura lignea di epoca duecentesca che raffigura la Madonna della Stella. «Dopo la messa solenne delle 18 nella chiesa parrocchiale, la statua è stata trasportata in via Milazzo, al fondo della strada dove abita la famiglia Serra che da tempo si occupa dei preparativi. Poi il trasferimento sul barcè e la processione delle barche sul fiume e quella sulla riva, fino a congiungersi all'altezza del ponte Coperto - racconta don Curti - nella chiesa parrocchiale il vescovo ha impartito la benedizione eucaristica e, in seguito, ci siamo trasferiti in oratorio. Si è trattato di un bellissimo momento, alla presenza delle autorità e delle forze dell'ordine, che ha testimoniato la grande devozione dei borghigiani nei confronti della Vergine. Una tradizione importante che chi abita in Borgo ha saputo conservare negli anni».La leggenda racconta che alcuni mercanti pavesi, che si trovavano a Venezia per vendere le loro merci, erano pronti a rientrare a casa. Si trattava di un tragitto lento e faticoso «perché dovevano risalire la corrente di Po e Ticino», dice Stefano Schinelli, presidente dell'associazione Meistoinburgh. «All'improvviso, quando ancora si trovavano nel porto veneziano, comparve loro una donna che chiese un passaggio fino alla città di Pavia per sé e per il bimbo che portava in braccio. Ma i marinai le negarono l'imbarco. Il viaggio era troppo lungo, sarebbe durato circa un mese e si trattava di due bocche in più da sfamare. Solo uno, "Paron Antonio" accettò di accoglierli e cedere loro la branda, dividendo il cibo. All'alba, mentre tutti dormivano, uno dei rematori si rese conto di essere già giunto proprio a Pavia. La città gli apparve imbiancata di neve, nonostante fosse agosto. Tutti furono svegliati dalla sorprendente notizia ma, nella confusione, nessuno si accorse che la donna e il bambino erano spariti».la tradizioneSchinelli ricorda un altro passo della leggenda: «Qualcuno notò che la misteriosa passeggera aveva lasciato le sue orme color oro sul manto di neve e, seguite quelle impronte, i mercanti giunsero fino alla chiesa del Borgo dove, con grande sorpresa, si imbatterono nella donna che si trovava accanto all'altare con in braccio il bambino e una stella in mano. Una tradizione - sottolinea il presidente dell'associazione - a cui qui in Borgo siamo tutti molto legati».--Stefania Prato