Slancio dell'occupazione giovanile ma ricambio generazionale al palo
Luca Simeone / paviaIl dato positivo è l'aumento del tasso di occupazione del 2,1% (da 64,7% a 66,8%), di poco superiore alla media italiana. Una crescita trainata dalla fascia 25-34 anni: qui il saldo positivo è di oltre cinque punti (dal 71,4% al 76,5%), rispetto al +3,5% nazionale, mentre nella fascia 15-24 anni l'aumento è stato decisamente inferiore alla media italiana (+0,9% contro + 2,3%). lo squilibrio anziani-giovaniDopo un 2021 che risentiva degli effetti della pandemia, nel 2022 anche in provincia di Pavia l'economia e il lavoro sono ripartiti e il quadro presentato ieri in aula Foscolo dell'Università da Flavio Verrecchia, dell'ufficio territoriale area Nord-Ovest dell'Istat, mostra segnali incoraggianti in particolare per l'occupazione giovanile. Un quadro presentato nell'ambito della giornata Panda 2023 (Pavia Ngo&Gov data analysis) organizzata dal dipartimento di Scienze politiche diretto da Silvia Figini. Pavia resta però una provincia con un grande squilibrio tra anziani e giovani nella popolazione attiva (quella cioè considerata in età da lavoro, 15-64 anni) e dove il ricambio generazionale stenta ancora. L'indice di struttura della popolazione attiva, cioè il rapporto percentuale tra la fascia 40-64 anni e quella 15-39, è cresciuto anche nel 2022, toccando quota 156,2 (ovvero 156,2 "anziani" ogni 100 "giovani"), quando a livello nazionale il tasso è del 143,2%, anche se c'è da registrare che la provincia di Pavia negli ultimi anni mostra un trend di salita un po' più lento di quello nazionale.Analogo discorso per l'indice di ricambio della popolazione attiva, vale a dire il rapporto tra fascia di popolazione vicina alla pensione (60-64 anni) e quella che sta per entrare nel mondo del lavoro (15-19 anni). Anche qui l'indice di Pavia è nettamente più alto di quello dell'Italia (159,6 contro 141,4), però il tasso di crescita, da quando la curva ha ricominciato a salire (dal 2018 in avanti), è inferiore a quello nazionale. E in ogni caso rispetto a vent'anni fa si segnala una diminuzione (nel 2022 era a 176,9), a differenza di quanto accaduto in Italia (nel 2022 era a 117,1), il che ha portato a ridurre notevolmente il divario con la situazione a livello nazionale.Un risultato che molto probabilmente può essere spiegato con la dinamica demografica. Come è noto uno dei grandi temi del Paese è proprio lo squilibrio tra decessi e nascite, che secondo le stime dell'Istat porterà alla diminuzione della popolazione italiana dai 59,2 milioni del 2020 ai 47,7 milioni nel 2070, e oltretutto con un rapporto tra individui in età non lavorativa (0-14 anni e over 65) e popolazione attiva (15-64 anni) che peggiorerà, da 2 a 3 a quasi 1 a 1: in sostanza metà della popolazione nel 2070 sarà in età non da lavoro.l'effetto positivo dell'immigrazioneQuanto a Pavia, nell'ultimo ventennio si è avuta una crescita della popolazione più marcata rispetto all'Italia (al di là della flessione degli ultimi anni, sia a livello locale che nazionale), ma questo a ben vedere è dovuto all'apporto della popolazione straniera, che nel 2002 era attorno al 2% sia a Pavia che in Italia, mentre nel 2022 è salita a oltre l'11% in provincia e poco sopra l'8% in Italia. Nel 2022, contro una diminuzione della popolazione italiana del 3% rispetto al 2021, la provincia di Pavia ha fatto registrare una crescita totale dello 0,9%. Come è noto, l'età media degli immigrati è molto più bassa e questo porta a un ringiovanimento della popolazione, quantomai necessario in un territorio tra i più vecchi d'Italia.La giornata in aula Foscolo era iniziata col saluto del ministro Paolo Zangrillo e dell'assessore regionale Alessandro Fermi, di Alessandro Venturi (Università) e Giulia De Candia (Istat). Nella prima sessione, su welfare e sanità, sono intervenuti Filippo Uberti (Eni) e Anna Odone (Università), in quella dell'Istat, oltre a Verrecchia, Sabrina Stoppiello e Antonio Dal Bianco. Quindi la tavola rotonda moderata dall'ex rettore Fabio Rugge con l'ambasciatore Antonio Bernardini, Giovanni Leonardi (ministero della Salute), Davide Ballabio di Assolombarda, Joelle Gallesi di Hunter group. --