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paviaNon si fermano le dimostrazioni di affetto per Gianni Pavan, scienziato e professore dell'Università morto il 26 maggio pochi giorni dopo l'incidente stradale che l'ha visto coinvolto. Lo scienziato era conosciuto in tutta Italia per le sue pionieristiche ricerche sulla bioacustica: lo studio dei suoni della natura. Mentre si attende la data dei funerali, prosegue il cordoglio per la scomparsa: alle tante manifestazioni di vicinanza di aggiunge quella del parco nazionale delle Foreste casentinesi, a cavallo tra Emilia Romagna e Toscana. È lì che Pavan aveva avviato uno studio sul paesaggio sonoro. «Lo scienziato - commenta il presidente del parco Luca Santini - lascia un tragico vuoto. Rimarrà il ricordo di una persona speciale che ha voluto bene alle foreste casentinesi». Secondo quanto affermato dall'ente parco, le foreste casentinesi «erano un laboratorio speciale per Pavan: in collaborazione con i carabinieri forestali e il parco nazionale, stava sperimentando un progetto per registrarne il paesaggio acustico». Laureato in Scienze naturali, Pavan era conosciutissimo per i suoi studi sul suono dei cetacei, oltre che fondatore e direttore del Cibra, centro interdisciplinare di bioacustica e ricerche ambientali all'Università. Sempre pronto ad andare sul campo a caccia di suoni, il mare non era l'unico che Gianni Pavan coltivava, tanto che negli ultimi anni si era orientato anche sull studio della bioacustica terrestre. --Si.P