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ReplicaRiforma regionalee personale sanitarioAsst Pavia, in merito all'articolo dal titolo "Disastro case di comunità, c'è solo un medico ogni 5mila pazienti" pubblicato lunedì 22 maggio, ritiene necessario replicare a una sbagliata rappresentazione della realtà.Si premette che i pazienti fragili e cronici vengono presi in carico primariamente dai medici di medicina generale, e non dai medici specialisti, per orientare e definire i percorsi diagnostici e di cura.Per quanto riguarda invece la specialistica ambulatoriale, le prestazioni vengono erogate, come è risaputo, non solo all'interno delle Case di Comunità, bensì anche e soprattutto dalle strutture ospedaliere pubbliche, private accreditate e convenzionate. Pertanto, la proporzione di un medico specialista di Casa di Comunità ogni 5.000 abitanti è priva di significato. Del resto, la riforma non prevede in alcun modo che la Casa di Comunità possa soddisfare tutte le prestazioni specialistiche di cui il paziente cronico necessita, bensì che essa possa, gradualmente e a regime, contribuire nei limiti degli spazi a disposizione, dei professionisti impiegati e delle specialità previste, all'erogazione di una parte delle prestazioni garantite complessivamente sul territorio.Una parte significativa delle prestazioni ambulatoriali è, e sarà anche in futuro, garantita dalle strutture ospedaliere, che l'articolo in oggetto non cita, contribuendo a creare confusione sulla disponibilità effettiva di prestazioni specialistiche sul territorio provinciale. Le Case di Comunità (CdC) attive nel territorio di competenza di Asst Pavia sono quattro: CdC di Pavia (Pavia, piazzale Golgi 5), CdC di Broni (Broni, via Emilia 351), CdC di Casorate (Casorate, largo Volontari del sangue 1) e CdC di Belgioioso (Belgioioso, via Cavallotti 123).All'interno delle Case di Comunità operano, complessivamente, 41 infermieri (infermieri di famiglia e comunità - IFeC, coordinatori infermieristici e infermieri); 40 specialisti ambulatoriali, oltre a psicologi, assistenti sociali e personale amministrativo di supporto.Laura Canalerelazione esterne Asst PaviaPrendiamo atto del fatto, come sottolinea Asst Pavia, che i medici di famiglia dovrebbero "prendere in carico primariamente i pazienti fragili" (in provincia di Pavia sono circa 200 mila), e che gli specialisti dovrebbero "orientare e definire i percorsi di cura". Ma il problema che abbiamo evidenziato nell'articolo sta a monte. È la mancanza di personale sanitario: i medici di base che se ne vanno e non vengono sostituiti perché pochi partecipano ai bandi, e quindi men che meno entrano a far parte delle case di comunità; gli infermieri che non bastano (e per questo Asst ha promosso un concorso per 41 assunzioni). Il risultato? Le case di comunità rischiano di rimanere "gusci vuoti", a cui un paziente fragile non può rivolgersi semplicemente perché non c'è nessuno a cui far riferimento. (d.z.)PaviaCasa, gli studentipesano per 41 milioniLa rete dei Comitati per Pavia condivide totalmente la lettera di Luca Testoni (Unione Giovani di Sinistra) sulla difficoltà degli studenti fuori sede di trovare un alloggio a costi accessibili, lettera pubblicata domenica 21 maggio.Sulla questione abitativa un monitoraggio effettuato dagli studenti nel settembre 2022 ha accertato che "in un anno, tra affitti e spese condominiali, gli universitari versano ai proprietari oltre 41 milioni di euro, circa 80 miliardi delle vecchie lire, una cifra enorme contribuendo così in modo rilevante alla ricchezza della città".In futuro questo problema sarà destinato ad aggravarsi perché la variante al Pgt, in discussione in questo periodo, prevede la costruzione da parte dei privati di studentati di lusso che non saranno accessibili agli studenti meno abbienti, con conseguenze negative sul diritto allo studio previsto dalla Costituzione. Insomma, come per le case di edilizia economica e popolare, questa giunta affida il compito ai privati, nonostante sia esclusivamente pubblico, con costi di acquisto che i normali cittadini non possono permettersi. Gli studenti per diversi anni vivono la città e alla fine degli studi molti di loro, per vari motivi, decidono di fermarsi definitivamente: per questo è necessario un loro coinvolgimento nelle scelte. Possono contribuire fattivamente a costruire progettazioni per il futuro della città e favorire politiche di promozione della qualità della vita. Mettere al servizio della città le loro competenze, conoscenze, intelligenze. Nel lontano 1975, per una maggiore integrazione tra Università e città, fu sottoscritta dall'allora rettore e dall'allora sindaco una convenzione, forse ancora in vigore, anche con l'obiettivo di consentire alla cittadinanza di poter usufruire delle strutture universitarie per il tempo libero. Auspichiamo, pertanto, un confronto con il mondo studentesco per intraprendere congiuntamente iniziative per il futuro della nostra città.Rete Comitati per PaviaDialettoProtezione civileal lavoro in EmiliaAnca la nostra prutesion ad Travacò la deva partì par andà in Emilia./La porta al so aiüt a tanta pora gent che è restà blucà par la disgrasia chè capità./ Quanta laurà pesant i devan fa, ma alla fan cun vuluntà e cul coeur!Massimo Renati. Travacò