Sei arresti per le truffe agli anziani, i colpi anche in Lomellina

Maria Fiore / MORTARATocca anche il territorio della provincia di Pavia l'inchiesta della procura di Asti contro le truffe agli anziani che ieri mattina ha portato a sei arresti. Alla banda sono contestati in tutto 18 colpi e alcuni di questi sono stati messi a segno a Mortara, Ceretto Lomellina e Casteggio. I sei arrestati (tre in carcere e tre ai domiciliari) agivano utilizzando due auto di grossa cilindrata, una Mercedes Gla e un'Audi A3, e sono accusati di essere autori di truffe con la modalità del finto addetto dell'acquedotto. I raggiri sono stati commessi tra gennaio e aprile di quest'anno in Piemonte, Lombardia ed Emilia, per un ammontare di almeno 100mila euro. La refurtiva non è stata recuperata. Per tredici di queste truffe è stato contestato anche il reato di rapina aggravata, in seguito all'uso di sostanze urticanti che venivano spruzzate per distrarre le vittime. gli arrestatiIn carcere sono finiti Roberto e Giacomo Vinotti, 40 e 36 anni, ed Emanuel "Manu" Olivieri di 40 anni. Ai domiciliari Luigi Lebbiati di 22 anni, Kendal Olivieri di 19 e Vincenzo Strangis di 64 anni. Vivono tutti ad Asti, fra il campo di via Guerra, Pontesuero, centro città e Trincere. Le indagini sono state condotte attraverso pedinamenti e osservazione dei filmati di video sorveglianza. La banda era solita usare una Mercedes Gla o un'Audi A3, entrambe modificate per raggiungere velocità molto elevate. «Le vetture, con targhe contraffatte, superavano di gran lunga i 300 cavalli - spiegano i carabinieri di Asti -. Durante le perquisizioni è stata trovata anche una lista di frequenze radio usate dalle centrali operative dell'Arma sul territorio nazionale, oltre a falsi tesserini e spray urticanti». il copioneI tre finiti in carcere per l'accusa erano coloro che fisicamente si recavano a casa degli anziani. Uno restava in auto, gli altri due si attrezzavano con cappellini, pettorine catarifrangenti, abiti da lavoro, tesserini falsi e apparecchiature che simulavano la lettura di presenza di gas nell'aria. Agli anziani raccontavano la storia della presenza nelle tubature dell'acqua di un gas nocivo per l'oro e per la filigrana delle banconote e invitavano i padroni di casa a radunare tutto in un sacchetto per riporto in frigorifero o in freezer, elettrodomestici "schermati" che avrebbero protetto i loro averi. Spesso liberavano nell'aria uno spray urticante, per distrarre ancora di più le loro vittime e scappare con il bottino. --