«La signora Anna» vita della Kuliscioff e della sua ostetrica al servizio dei poveri
Roberto Lodigiani«La signora Anna» è molto più di una biografia di Anna Kuliscioff, la rivoluzionaria russa compagna del leader socialista Filippo Turati e primo medico donna in Italia che con il suo esempio, gli studi, la tenacia e la competenza professionale, in un mondo ancora profondamente maschilista, diede anche un notevole contributo alla causa dell'emancipazione femminile. E' molto di più perchè l'autore, Giorgio Cosmacini, laureatosi a Pavia, già docente di Storia della Medicina all'Università di Milano e primario del policlinico, ha potuto attingere alla memoria familiare di mamma Lina e ai racconti che le fece nonna Carmen Curioni, che della Kuliscioff era amica nonchè fedelissima e preziosa ostetrica, sempre al suo fianco nelle visite alla gente delle case di ringhiera di Milano (una missione che le valse l'appellativo di "dottora dei poveri").La dottora dei poveri«Tra i poveri - spiega Cosmacini - Anna capì che la causa principale delle loro malattie era proprio la miseria, che significava vivere in ambienti malsani, una pessima alimentazione, un lavoro che se c'era, era sempre pesante ed usurante. Con lei la medicina sociale si coniugò con il socialismo e la sua militanza politica non potè che maturare in un partito che predicava il riscatto sociale».Il sodalizio tra la "dottora rossa" nata in Crimea e l'ostetrica Carmen si sviluppa in anni tormentati per il Paese, che nell'ultimo decennio dell'Ottocento, mentre a Genova Andrea Costa (primo compagno della Kuliscioff) fonda il Partito socialista, conosce la svolta autoritaria di Crispi e Pelloux, fino alle cannonate del generale Bava Beccaris contro la folla che protestava per il prezzo del pane. La scintilla della rivolta fu l'uccisione a Pavia di Muzio Mussi, giovane studente, figlio di Giuseppe, che l'anno dopo, nel 1899, diventerà sindaco di Milano. Poi il regicidio di Umberto I di Savoia nel parco reale di Monza ad opera dell'anarchico Gaetano Bresci, la svolta moderata di inizio Novecento, l'era del liberale Giovanni Giolitti, la Grande guerra. Con la disfatta di Caporetto anche per Bruno, figlio della Carmen, arriva il momento della chiamata alle armi. I "ragazzi del '99" devono colmare i paurosi vuoti aperti nelle file dell'esercito dalla disastrosa sconfitta. Ma anche mamma Carmen incontra un terribile nemico, quando, con il medico Paolo Pini soccorre una bimba poi stroncata dall'influenza spagnola, la pandemia del 1918 più micidiale del Covid. Per lei non c'è scampo. --© RIPRODUZIONE RISERVATA