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londraLa carrozza dorata, pesantissima e vecchia di secoli, è stata messa a punto, le truppe di Sua Maestà hanno provato e riprovato la parata con precisione militare, i sudditi più fedeli sono da giorni accampati fuori da Buckingham Palace, bandierine Union Jack alla mano. Tutto è pronto per l'incoronazione di Re Carlo III, una cerimonia antichissima e intrisa di tradizione che, come la famiglia reale che ne è al centro, cerca di rinnovarsi: sfarzo, simboli di un potere che non c'è più e riti immutati da secoli si combineranno con tocchi moderni e inclusivi, per esempio verso le religioni non cristiane in omaggio ad un Paese ormai multietnico. Al centro lui, Carlo, il monarca più anziano a salire sul trono britannico, 74 anni oggi, 73 quando è diventato Re al momento della morte di Elisabetta l'8 settembre scorso. Sarà affiancato da Camilla, incoronata anche lei, e da entrambi i figli: William, l'erede che nella tradizione si inginocchia al cospetto del padre; e Harry, il secondogenito ribelle, in arrivo dalla villa californiana dopo un lungo tira e molla senza la moglie Meghan, per il quale non si prevede alcun ruolo ufficiale, salvo sorprese. Cosi' come non ci sarà un ruolo ufficiale per il fratello di Carlo, il Principe Andrea, travolto dallo scandalo Epstein, e relegato tra i reali di seconda fila.E' un momento storico, la prima incoronazione nel Regno Unito da 70 anni. Rispetto a quella della Regina Elisabetta, Carlo ha voluto una cerimonia (relativamente) ridotta, in linea con l'intenzione di snellire la monarchia. Del resto le circostanze non potrebbero essere più diverse: l'incoronazione del 1953 fu un momento di rinascita per la Gran Bretagna del dopoguerra, e un'occasione per far conoscera una sovrana giovanissima, appena 27 anni. Quella di Carlo, che è da una vita sotto i riflettori e del quale si sa già tutto, avviene nel mezzo della crisi economica, tra inflazione alle stelle, scioperi e generale malcontento. La cerimonia durerà un paio d'ore e non tre; gli invitati sono duemila e non ottomila; il percorso del corteo nel centro di Londra sarà più breve, solo i due chilometri che separano Buckingham Palace dall'abbazia di Westminster, il luogo in cui da mille anni si incoronano re e regine. La carrozza di stato dorata, utilizzata in ogni incoronazione dal 1831, verrà usata solo nel tragitto di ritorno. Ha fama di essere scomodissima.Alcuni rituali sono immutabili, come il momento più solenne, e privato: l'unzione con l'olio santo, per cui Carlo indosserà un'umile tunica bianca e siederà sulla sedia dell'incoronazione; o quello in cui l'arcivescovo di Canterbury deporrà la corona di Sant'Edoardo sulla testa del Re. Altri sono stati modificati nel tentativo di modernizzare la cerimonia, per esempio il controverso invito a tutti i sudditi - non solo quelli presenti nell'Abbazia ma chiunque stia guardando la cerimonia, nel Regno Unito o nel Commonwealth - a giurare fedeltà al nuovo Re. Come si conviene per il più britannico dei riti è prevista una mattinata di pioggia. Anche in questo, l'incoronazione di Carlo potrebbe ricordare quella di Elisabetta.La lista degli invitati è un esercizio di diplomazia che crea inevitabili malumori. Non c'è Biden, fedele alla tradizione secondo cui i presidenti USA non partecipano, ma c'è la First Lady Jill. C'è il vice-presidente cinese Han Zheng, uno degli artefici della repressione nell'ex colonia britannica di Hong Kong, ma dovrebbe mancare Charles Spencer, il fratello di Lady Diana, dalla cui ombra Carlo è piano piano riuscito ad emergere. E c'è la vicepresidente dei repubblicani nord-irlandesi dello Sinn Fein, Michelle O'Neill, una presenza un tempo impensabile per un partito anti-monarchico che è stato il braccio politico dell'IRA. E poi ci sono teste coronate da tutta Europa e capi di stato, tra cui il Presidente Mattarella, arrivato a Londra ieri pomeriggio.Fuori dall'abbazia, e lungo il percorso del corteo reale, sono previste misure di sicurezza imponenti, con oltre diecimila agenti di polizia schierati per le strade, cecchini sui palazzi e l'uso (controverso) della tecnica di riconoscimento facciale per individuare terroristi. Tra le centinaia di migliaia di persone che si affolleranno a Londra, tra feste in strada e un grande concerto che chiuderà il weekend di festeggiamenti, si prevede anche la protesta di un gruppo di anti-monarchici. Saranno circa un migliaio, pochi ma accaniti, uniti dal grido "not my king", non è il mio re.Sarà una festa, e un'occasione di orgoglio nazionale. Per Carlo, il momento atteso da una vita, ma anche una prova per il futuro, suo e della famiglia reale tutta, in un Paese che resta favorevole alla monarchia ma in maniera meno convinta, più apatica, mentra avanza tra i più giovani un desiderio di cambiamento. --© RIPRODUZIONE RISERVATA