Ucciso con un pugno nella lite subito a processo l'aggressore
VogheraGiudizio immediato per fare luce sulle responsabilità nel dramma di Alessandro Bruno, il 33enne di Voghera morto il 14 gennaio, dopo quasi tre mesi di coma, in seguito a un'aggressione avvenuta alla fine dello scorso ottobre ad Alessandria. Per Giuseppe Lombardo, 38 anni di Alessandria, agli arresti domiciliari dal 6 aprile, ci sarebbe, secondo la procura di Alessandria, «evidenza della prova». Già il 21 giugno dovrà presentarsi davanti al giudice per rispondere di omicidio preterintenzionale. La difesaIl giudizio immediato riguarda solo Lombardo mentre non è chiara la posizione dell'altro indagato, un 31enne di origine marocchina, che secondo la ricostruzione della procura, aveva colpito la vittima scagliandogli addosso bottiglie di birra. A Lombardo è invece contestato di avere colpito Bruno con pugno: la vittima era caduta per terra picchiando la testa. Portata in ospedale, era morta mesi dopo per le complicazioni insorte. L'avvocato di Lombardo, Walter Franzè, non chiederà riti alternativi come l'abbreviato. «Stiamo predisponendo una perizia medico-legale di parte per capire il collegamento tra l'evento morte e la condotta del mio assistito - spiega il difensore -. Occorre capire cosa è successo, anche in relazione alla posizione dell'altro indagato, che alcuni testimoni riferiscono avere visto colpire la vittima con una bottiglia. Ci difenderemo, intanto il mio assistito ha ottenuto il permesso per andare a lavorare».la ricostruzioneGli agenti della squadra mobile della questura di Alessandria avevano individuato i presunti responsabili già a poche ore dall'accaduto. Fondamentali le immagini delle telecamere di video sorveglianza e le testimonianze delle persone che erano lì quella notte, a cominciare dal racconto della fidanzata di Bruno, Asia Rebecca Barbaro. La ragazza di Voghera aveva spiegato che il 33enne l'aveva raggiunta ad Alessandria dopo una serata passata in discoteca con le amiche. Il gruppo di amici era poi rientrato a casa, a Voghera, spostandosi con due macchine. A un certo punto, però, la fidanzata aveva fatto fermare l'auto a Bruno, che la guidava, perché si sentiva poco bene. La ragazza era scesa e così il 33enne. In quel momento arrivava, dall'altro lato della strada, un altro gruppo di ragazzi, due uomini, con in mano delle borse piene di bottiglie, e due donne.Una di queste, alla vista della fidanzata di Alessandro Bruno che stava male, l'avrebbe derisa. Sarebbe scoppiata una discussione e Bruno sarebbe stato prima colpito con le bottiglie e poi con un pugno sferrato da uno del gruppo, identificato in Lombardo. Le condizioni di Bruno apparvero subito gravi, a causa di una emorragia cerebrale. Morì settimane dopo, in ospedale. --M. Fio. © RIPRODUZIONE RISERVATA