Baby gang, cominciano i primi processi

Maria Fiore / PAVIABaby gang: insieme agli arresti arrivano anche i primi processi. Il giudice Pietro Balduzzi ha disposto il giudizio immediato per un giovane di 20 accusato di avere commesso una rapina in centro a Pavia, a febbraio, insieme ad altri due ragazzi, uno dei quali minorenne. Il ragazzo ha chiesto di patteggiare una pena di 2 anni e 4 mesi: l'udienza per decidere è stata fissata per il 18 maggio. Il 20enne (le generalità non sono state rese note) si trova per questa vicenda agli arresti domiciliari, mentre un altro giovane, anche lui maggiorenne, è ancora in carcere. Poiché ha altre denunce in ballo potrebbe non ottenere la sospensione della pena, che andrebbe quindi scontata, anche con l'attivazione di un percorso di lavori di pubblica utilità. Alla vittima, all'ultima udienza, ha chiesto scusa. rapina con coltelloNel gruppo, da quanto ricostruito, c'era anche un ragazzo di 17 anni, la cui posizione è ora al vaglio della procura dei minori di Milano. Sono tutti accusati di avere rapinato, con un coltello, un altro giovane, in pieno centro, la sera del 22 febbraio di quest'anno.Nella denuncia la vittima ha spiegato di essere stato avvicinato, nella zona di Strada Nuova, da tre ragazzi, all'apparenza coetanei, mentre stava camminando insieme a suo fratello e a un amico. Era l'una di notte e il centro era quasi deserto. Il minorenne, secondo il racconto della vittima, era rimasto in disparte, a controllare che non arrivasse nessuno. I due maggiorenni gli hanno chiesto prima 5 euro per comprare le sigarette e di fronte al suo rifiuto lo hanno strattonato, intimandogli di consegnare i soldi appena chiesti. La vittima, impaurita, ha preso il portafogli e lo ha aperto, mostrando così alcune banconote all'interno. A quel punto i due maggiorenni, secondo la denuncia della vittima, hanno estratto un coltello e puntandolo contro il giovane lo hanno costretto a consegnare i soldi, due banconote da 50 e 20 euro. Quindi si sono dileguati per le vie del centro. Nel giro di alcuni giorni il gruppo è stato però identificato dalle forze dell'ordine: i due maggiorenni sono stati arrestati, mentre il terzo componente segnalato alla procura dei minori di Milano. la difesa Davanti agli investigatori i due giovani non hanno negato i fatti, ma hanno cercato di ridimensionare le loro responsabilità. Soprattutto hanno negato di avere utilizzato violenza o di avere minacciato la vittima. Non un crimine, quindi, secondo la loro difesa, quanto piuttosto una bravata. La testimonianza della vittima, tuttavia, è bastata a dare una dimensione diversa all'accaduto e a far scattare gli arresti. Peraltro alla rapina hanno assistito anche altre due persone, il fratello e l'amico della giovane vittima, che temendo una reazione del gruppo non avevano reagito ma avevano fornito dichiarazioni che confermavano il racconto della vittima. Ora i due giovani, che abitano entrambi a Pavia, dovranno chiudere i conti con la giustizia. --