I comitati anti Pgt in piazza «Le modifiche non bastano»

SIlvio Puccio / PaviaComitati riuniti sotto al Mezzabarba per ribadire il loro "no" alla variante del Pgt: il piano regolatore per ridisegnare i quartieri di Pavia che ha fatto sorgere associazioni spontanee in ogni zona toccata da nuovo cemento, con i cittadini che hanno presentato agli uffici migliaia di osservazioni per modificare il piano. «Non ci basta»Non sono mancati i riferimenti ad altri progetti del Comune collegati al Pgt: «Siamo soddisfatti per il dietrofront del Comune sul progetto del parco a cavallo, ma non ci basta: vogliamo che l'amministrazione ascolti le esigenze dei cittadini sul Pgt. Pavia non è più silente: tutta la politica dovrà tenere conto dei bisogni e delle proposte dei cittadini, senza far passare decisioni sopra la loro testa». Lo dice Stefania Vilardo della Rete dei comitati parlando del'opera prevista da Waterfront: 16 milioni di euro per riqualificare la sponda sinistra del Ticino e costruire un maneggio alla Sora. Il progetto è prossimo allo stralcio per discordanze interne alla maggioranza, come comunicato anche dall'assessore all'Urbanistica Massimiliano Koch. L'amministrazione ha fatto un passo indietro anche sullo spostamento del campo sinti da piazzale Europa: «Ci fa piacere apprendere che non verrà più spostato a Pavia est - prosegue Vilardo - ma bisogna fare un passo in più e prevedere un vero percorso di inclusione, rivolto a cittadini pavesi che vivono sulla sponda del Ticino ormai da decenni». Di fronte al Mezzabarba c'era anche il Comitato del centro: «Il Pgt non pone la dovuta attenzione alle realtà architettoniche che arricchiscono il cuore di Pavia - dice Cristina Roncarolo - le norme proposte rischiano di provocare danni in un tessuto urbano sensibile». Presenti anche il comitato di Pavia est: «Il nostro quartiere è già penalizzato dal traffico, inquinamento e carenza di servizi - dice Anna Massari - abbiamo fatto osservazioni per limitare il consumo di suolo. Gli interventi previsti dal Pgt non hanno preso in considerazione nessuna richiesta dei residenti: vogliono piazze, luoghi di aggregazione e interventi per la mobilità ciclopedonale, creando un percorso sicuro per raggiungere il centro. Abbiamo intenzione di continuare a portare avanti le nostre richieste». «Stop al cemento»Gaspare Di Maria, comitato di Pavia Ovest, pone l'accento sulla cementificazione: «Basta costruire case in una zona dallo sviluppo residenziale già ampio - afferma - la nostra zona paga già il dazio della mancata armonizzazione dei servizi: un'esigenza dei cittadini, cui è mancato l'ascolto nella fase di realizzazione del Pgt». I referenti del comitato del Borgo puntano tutto sulla tutela delle aree verdi: «La vicenda del Pgt ha fatto emergere l'orgoglio e l'identità dei borghigiani - dice Ilaria Fasola - cittadini che rivendicano un futuro diverso e la tutela delle aree verdi del quartiere, con la conservazione delle sue caratteristiche abitative. Non è corretto che uno strumento importante come il Pgt, decisivo per la città, venga deciso a tavolino da un numero ristretto di persone senza un confronto serio con la cittadinanza, che è mancato preferendo il criterio della colata di cemento». --