La sorella va dall'avvocato «Non lo voglio abbandonare»
SCALDASOLE«Non voglio abbandonarlo, anche se da tempo non ho rapporti con lui». Lo ha spiegato la sorella di Osman Bilyhu alla sua avvocata, Elierta Myftari, che seguiva la donna per un'altra vicenda. «Una storia tutta sua, che non ha nulla a che vedere con il delitto», precisa la legale. Il rapporto con il fratello non era idilliaco, «per dissidi interni alla famiglia», si limita a dire l'avvocata.I due non si sentivano da tempo e quindi anche la sorella, che abita in provincia di Pavia, non è stata in grado di spiegare la natura della convivenza con la vittima. «Ci sono sicuramente degli aspetti che dobbiamo approfondire, ma non è vero che la sorella del mio assistito era stata aiutata dalla vittima, le due donne non avevano alcun rapporto - dice l'avvocata -. Consulterò anche i genitori che vivono in Albania, per affrontare questa situazione».Si sa, per ora, che l'uomo era arrivato a Scaldasole pochi mesi fa. Non parla bene l'italiano, a differenza della vittima, che era in Italia da più tempo e integrata nel paese, dove tutti la conoscevano e spesso la vedevano bere il caffè al bar che si trova vicino all'alloggio dove, mercoledì pomeriggio, è stata trovata morta, con un taglio alla gola, sul divano letto al piano terra e in un lago di sangue. Osman Bilyhu era apparso ai soccorritori e ai vicini di casa sotto choc, non in sé, molto confuso dalla situazione. Aveva spiegato che qualcuno era entrato al mattino in casa e aveva commesso il delitto, ferendo lui. «Non ho ancora tutti gli atti della procura a disposizione - dice la legale -. Nei prossimi giorni avrò le idee più chiare. Di certo ci sono ancora molti aspetti da chiarire, anche per la stessa difesa». --m. fio.