1

il retroscenaAntonio Barillà Matteo De SantisTornano i 15 punti in classifica, ma chissà per quanto. Nonostante l'accoglimento dei ricorsi di alcuni membri del Cda, tra cui il vicepresidente Nedved, la conferma delle condanne in via definitiva dei quattro dirigenti apicali con potere di firma Andrea Agnelli (due anni di inibizione), Fabio Paratici (30 mesi) Federico Cherubini (16 mesi) e Maurizio Arrivabene (24 mesi), rende comunque il percorso molto incerto. Almeno fino all'uscita delle motivazioni. In linea teorica la Corte d'Appello federale, diversamente composta da quella della sentenza del 20 gennaio 2023, potrebbe anche confermare il -15. La «carenza di motivazioni», parola chiave del dispositivo emesso dal Collegio di Garanzia dello Sport, potrebbe anche essere riparata motivando meglio la stessa penalità afflittiva. Più probabile, però, che verrà rimodulata, magari confermando il -9 richiesto dalla Procura Federale, nel nuovo passaggio alla Corte d'Appello Federale, convocabile entro 15 giorni dall'uscita delle motivazioni (al massimo fra 30) da parte del Collegio di Garanzia. Il nuovo processo, quindi, potrebbe svolgersi nel rush finale del campionato o subito dopo: con un verdetto che potrebbe anche ribaltare nuovamente i risultati ottenuti variando la composizione delle squadre qualificate in Champions. Le lungaggini procedurali, qualora sconfinassero oltre il 30 giugno, potrebbero portare anche a far slittare le sanzioni alla prossima stagione. L'uscita del dispositivo di ieri va a incrociarsi anche al filone di indagini sugli stipendi e con i rapporti degli agenti. La Juve ha tempo fino al 27 aprile per presentare le sue memorie difensive, poi la Procura Federale sceglierà se archiviare o rinviare a giudizio. Certo, le condanne definitive dei dirigenti apicali nell'affare plusvalenze potrebbero pesare sulle conclusioni processuali: sempre che la Juve non opti per una terza via, finora mai accennata, quella del patteggiamento. Ma il tempo stringe e il cielo sopra la Juve, incassato un terzo posto in classifica dopo la restituzione dei 15 punti (che sapremo a breve se di nuovo virtuale o no) resta nuvoloso. Il presidente Gianluca Ferrero ha appreso la decisione del Collegio a Roma, dove si era fermato dopo aver partecipato all'udienza di mercoledì, l'amministratore delegato Maurizio Scanavino a Torino, tutti gli altri a Lisbona dove ieri sera la squadra è scesa in campo per affrontare lo Sporting Lisbona nella gara di ritorno dei quarti di finale di Europa League: «È stata una giornata di attesa - dice il Cfo Francesco Calvo a Sky -, vissuta con serenità benché la sentenza sia arrivata tardi. C'è rammarico perché il ricorso di alcuni dirigenti, dell'ex Presidente Agnelli, di Paratici, di Cherubini che ancora lavora con noi, di Arrivabene, non è stato accolto. Solidarietà nei loro confronti. Poi c'è soddisfazione perché parte del Cda, Nedved e la Juve hanno visto accolto il ricorso e per una classifica che non è sub judice che dà certezze a noi e a chi compete con noi per un posto tra le prime quattro. Ci aspettiamo che i punti che ci sono stati ridati ci rimangano per sempre. Siamo convinti di aver sempre operato nel giusto e questa convinzione rimane al netto delle decisioni del Collegio di Garanzia». «Per noi i punti sono stati sempre 59 - commenta Allegri -. I ragazzi li hanno conquistati sul campo: ora li vediamo». --© RIPRODUZIONE RISERVATA