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Giuseppe Salvaggiulo«Sono sconcertato, si tratta di un'invasione di campo inaccettabile e senza precedenti, che apre uno scontro tra poteri costituzionali, mina lo stato di diritto ed evoca quanto accade in Paesi come Polonia e Israele». Quando Giuseppe Santalucia, presidente dell'Associazione nazionale magistrati, risponde al telefono, in sottofondo arrivano le voci dell'assemblea straordinaria di Milano».Com'è nata questa assemblea?«Da una mobilitazione della giunta milanese dell'Anm, nelle ore successive all'iniziativa del ministro».Qual è il clima?«Sconcerto, preoccupazione. Aula magna piena, oltre cento presenti compresi i capi degli uffici, molti collegati da remoto. Erano anni che non si vedeva una tale partecipazione».Che cosa significa?«Che anche una magistratura stanca ritrova unità e vitalità di fronte a un attacco ai principi fondamentali, come l'indipendenza e l'autonomia».I giudici difendono i giudici, è una novità?«I giudici difendono l'indipendenza della giurisdizione. È un principio costituzionale a tutela di tutti i cittadini».Come valuta l'iniziativa del ministro?«Incomprensibile, inaccettabile, ma soprattutto un fuor d'opera».In che senso?«La regola generale è che i provvedimenti giudiziari si contestano nell'ambito del processo, impugnandoli. Invece il potere disciplinare sanziona non gli atti, ma i comportamenti illeciti dei magistrati».Ci sono dei casi in cui anche un atto processuale può dar luogo a sanzione disciplinare.«Sì, in casi estremi di travisamento del fatto o negligenza inescusabile. Dico bianco invece era nero. Ignoro una prova decisiva. Casi limite, abnormi».Questo non può essere un caso simile?«Guardi, che non lo sia lo ammette anche il ministro. Infatti non indica violazioni macroscopiche, ma solo circostanze che, a suo dire, potevano essere valutate diversamente da come ha fatto la Corte di appello milanese».Non è così?«Certo, ma non conosco processo in cui non si possa valutare diversamente. Per questo esistono i ricorsi, i gradi superiori. Il problema è che non può essere il ministro il quarto grado, il giudice della discrezionalità dei giudici. Questo non è consentito. Si tratta di una confusione di ruoli».Sinceramente, gli arresti domiciliari non erano insufficienti, come peraltro sosteneva la Procura generale?«Nel provvedimento i giudici danno la loro analitica valutazione dei fatti, compreso il pericolo di fuga. Ritengono adeguata la misura più prossima al carcere, gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Nessuno impugna. Nessuno segnala fatti nuovi, segnali di allarme, violazioni delle prescrizioni. Dopo quattro mesi il detenuto rompe il dispositivo e fugge. Davvero qualcuno pensa di sanzionare quei giudici? E per ogni assoluzione processiamo il pubblico ministero? Così diventa impossibile fare il giudice».Il ministro è un ex magistrato.«Il che rende la cosa ancor più incredibile. Le valutazioni cautelari sono prognosi, non atti di fede. Il Parlamento ci dice di usare il carcere come extrema ratio. Oppure il ministro vuole che mettiamo tutti in galera così non si rischia la fuga?».Uss era un detenuto particolare, con ingenti disponibilità economiche.«Non voglio né posso sindacare a mia volta provvedimenti che peraltro non mi competono. Però riflettiamo. In sé nessuna di queste circostanze è decisiva e univoca. Non c'è una norma che vieta gli arresti domiciliari per i ricchi».Si rischia uno scontro tra poteri?«Lo scontro è stato già aperto dal ministro, con una simile incolpazione disciplinare, in cui non cerca, o forse non riesce, a mascherare un attacco ai giudici ipotizzando sia pure lontanamente una violazione macroscopica che la giustifichi».Ci sono precedenti?«Non mi pare».Possibile che nessuno sia responsabile?«Non spetta a me dirlo. Qualche domanda sul funzionamento del dispositivo di sicurezza, sui controlli me la farei, prima di scaricare sul potere più debole».Ora che succede?«La Procura generale della Cassazione ed eventualmente il Csm valuteranno la fondatezza dell'iniziativa del ministro. Se egli si adeguerà, questo sarà archiviato come uno scivolone, un pesante incidente istituzionale».Se insisterà?«Diventerà il segno di una inversione di rotta pericolosa e inaccettabile».In che direzione?«In quella che vediamo in Paesi occidentali, come la Polonia e da ultimo Israele, dove maggioranze politiche provano a comprimere la separazione dei poteri».Cosa si aspetta oggi da Nordio in Parlamento?«Sono molto curioso. Lo dico senza ironia». --© RIPRODUZIONE RISERVATA