Italia prima per calo demografico Nel 2100 quasi 9 milioni in meno

Per l'Italia l'inverno demografico non è più solo uno scenario ipotetico, ma è una realtà ben consolidata. Entro il 2100 la popolazione italiana si ridurrà di oltre 8,8 milioni, il calo più consistente in termini assoluti tra i 27 Paesi dell'Ue. È drammatico il quadro delineato da Eurostat ieri che, in base alle sue proiezioni, tratteggia una fotografia con poche luci e tante ombre per Roma. Dai dati elaborati emerge anche che a fine secolo gli italiani saranno quelli che tra i 27 Ue avranno l'età media più elevata (53 anni) dopo i maltesi (53,3 anni). Il quadro è complicato per tutti. Per l'Italia lo è ancora di più. La riduzione della popolazione, in termini percentuali, la colloca in una fascia intermedia di Paesi dove i cali sono compresi tra il 10 e il 20%. Ma in cifra assoluta gli 8,835 milioni di italiani in meno previsti a fine secolo sopravanzano di quale lunghezza i secondi classificati, ovvero i polacchi, destinati a perdere nei prossimi 78 anni, secondo Eurostat, 8,138 milioni di concittadini. Sempre in base alle proiezioni dell'istituto statistico europeo, tra il 2022 e il 2100 in Italia ci saranno 29,9 milioni di nascite a fronte di 57,5 milioni di morti e la previsione di un saldo positivo di 18,7 milioni tra emigranti e immigrati non riuscirà comunque a impedire che la popolazione totale passi dai 59 milioni dello scorso anno ai 50,19 milioni di fine secolo. -- F.Gor.