Attanasio, 6 ergastoli al commando di killer
A Kinshasa è arrivata la sentenza: sei ergastoli. La verità, probabilmente, non ancora. L'ambasciatore italiano Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e il loro autista congolese Mustapha Milambo il 22 febbraio 2021, secondo i giudici del Tribunale militare, furono massacrati in un agguato nel villaggio di Kibumba, vicino a Goma, Congo orientale, al confine tra Rwanda e Uganda, solo per 50mila euro e per un sequestro andato a male. Il pubblico ministero aveva chiesto la pena di morte per i sei banditi, cinque dietro le sbarre, e il sesto, il capo, uccel di bosco. La famiglia è sempre stata contraria all'esecuzione capitale, «non vogliamo aggiungere morti ad altri morti», aveva detto la vedova dell'ambasciatore, Zakia Seddiki, rimasta con i tre figli da crescere. Aveva lanciato persino una petizione contro la pena di morte. E adesso dice che «oggi è stata fatta giustizia senza spargere nuovo sangue». Ma Salvatore Attanasio, il padre di Luca, dice di «aspettare ancora la verità. Penso che l'Italia debba pretenderla perché mio figlio era il suo ambasciatore». Il sospetto è che si sia trattato di un agguato mirato e che dietro a quel massacro ci siano dei mandanti rimasti nell'ombra. --P.S.© RIPRODUZIONE RISERVATA